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    December 10

    Treno

    Ok, è da un po' che non scribacchio qui e oggi ne ho l'occasione perché... diciamo che sono irritata. Anzi, nemmeno... sono rassegnata.
    Partiamo dalla premessa che stamattina sarei dovuta ripartire per quel di L'Aquila e, com'è evidente, questo non è successo.
    Perchè?
    Perché la stazione di Sora è sfornita di un capo stazione e, data la situazione, nessuno mette avvisi riguardanti i treni. Nessuno avvisa la 'gentile clientela' (in questo caso 'gli sfortunati coglioni') che gli orari dei treni sono cambiati. Se hai internet bene, controlla lì, deficiente! Altrimenti attaccati al tram, perché a noi non importa un tubo!
    Ora, facciamo un distinguo.
    Il treno
    A me piace andare in treno, è sempre piaciuto: è uno dei luoghi della mia infanzia, dato che ho trascorso gran parte dei miei primi anni di vita su un mezzo di trasporto (treno, appunto, automobile e nave). Mi rilassa, mi fa riflettere e mi permette di sognare ad occhi aperti guardando il paesaggio fuori. Mi piace, insomma.
    Il servizio
    Se parliamo del servizio è un'altra questione: si sa che i treni sono sempre in ritardo e fino a quando non hai una coincidenza da prendere non fa niente, è un po' frustrante, ma non importa. Ma dato che la maggior parte delle volte hai una coincidenza da prendere (e se tutto va bene è solo una...) il ritardo non va più bene. Parliamo poi della sporcizia? O sei su un Eurostar oppure viaggi nello sporco altrui. Parliamo delle attrezzature? Sedili rotti, condizionatori d'aria che ogni tre su due non funzionano. Parliamo dei bagni? ...meglio di no.
    Insomma c'è una bella differenza tra mezzo e servizio.
    E tornando alla questione "Stazione di Sora": un signore che era con noi ha chiamato il 113 per protestare. I signori arrivano e che ci dice uno dei due?
    "E' l'Italia!"
    Ma va? Pensavo di essere in Uzbeckistan, dato il bel servizio.
    E' una scusa così stupida. Anzi, non è nemmeno una scusa!
    Che significa? Che dato che siamo in Italia non possiamo pretendere di più di un servizio scarso? Che dato che siamo in Italia dobbiamo starcene buoni buoni quando qualcosa non funziona come dovrebbe? Bel modo di affrontare i problemi... un modo tutto italiano, in verità.
    Forse il tizio aveva davvero ragione.
    Ma a me non sta mica bene. A me non piace mica questo modo di ragionare. Siamo in Italia, appunto! Datevi da fare per migliorare un po' questo posto, che è un bel posto. Qui ci vuole proprio Benigni: in Italia è nata prima la cultura e poi la nazione.
    Ma non sono proprio sicura che questo sia stato un bene... Se almeno fosse nata prima la nazione, le cose sarebbero diverse.
    Ma che vogliamo farci?
    E' l'Italia.
     
    [LunaLunaticaChu]
    [Ironia a go-go.]
    June 19

    Scemenze culturali...

    E' passato del tempo dall'ultimo post e sta volta sono qui per qualcosa di divertente ed interessante.
    La settimana scorsa, a casa, abbiamo visto "Una notte al museo" e la mattina dopo la mia amica e coinquilina Chiara mia ha detto: "Sai, vedendo il film ieri sera mi sono chiesta: se io avessi la possibilità di incontrare un personaggio storico chi incontrerei?"
    Da qui all'aprire un blog a riguardo il passo è stato brevissimo e adesso ci ritroviamo impelagate in quest'impresa.
     
     
    Questo è il blog incriminato, che verrà aggiornato settimanalmente con tre nuove domande fantasiose... Spero che qualcuno ci vada a fare un salto, è divertente XD
     
    LunaLunaticaChu
    [No studio... solo scemenze culturali]
    February 18

    Egoisticamente...

    Dal 4 Febbrario in poi, ho avuto una settimana piuttosto particolare. Mi sono arrivate diverse brutte notizie, un paio mi toccavano da vicino, altre in modo più lieve e lontano. Mio cugino ha avuto un incidente con il motorino, ma fortunatamente ha solo dovuto mettere dei punti al ginocchio; diverse persone che ho conosciuto (chi meglio chi peggio) sono scomparse. Alcune così, da un giorno all'altro. Altre dopo mesi di malattia.
    Non ho avuto tempo di immagazzinare tutte queste informazioni, causa esami. Non sono riuscita a concentrarmi subito su quello che stava accadendo. Era come se fossi occupata a fare sciocchezze ed improvvisamente mi bombardano con queste informazioni, una dietro all'altra. Erano troppe, non ho capito cosa volevano dire. Ho parlato con mio cugino ed invece di preoccuparmi, ho riso con lui. Ho ricevuto la prima brutta notizia e, nonostante la sorpresa, mi sentivo semplicemente confusa.
    Ma poi è arrivato il momento in cui ho capito. Dopo sei giorni, quand'era più rilassata, quando le novità apprese si era sedimentate. Ho pianto, mentre scrivevo a mio cugino di non fare più cose del genere, perché gli voglio bene come se fosse mio fratello. Ho pianto pensando che le persone se ne vanno e non a volte ti lasciano quel senso di potevo fare di più, potevo conoscerle meglio, potevo dire qualcosa che non ho detto. A soffrire sono quelli che rimangono. Quando sei morto non senti più niente. Ma quelli che restano in vita, sentono ancora. E' giusto provare dolore, rimpianto, senso di vuoto. Ma poi si va avanti; la vita continua anche senza quelle persone. E piano piano dimentichi le cose brutte che sono successe e rimangono solo i bei ricordi, i sorrisi e le risate.
    E' sbagliato, secondo me, dire di vivere anche per quelli che non ci sono più. Bisogna vivere per sé stessi, cercando di fare sempre del proprio meglio, cercando di star bene, senza che gli altri però soffrano di questo tuo benessere. Non sto parlando di invidia, ma del modo in cui il nostro star bene possa nuocere a qualcun altro. Bisogna guardare avanti e coltivare ciò che abbiamo, farlo con cura e non lasciare che appassisca. Perché a volte ho l'impressione che si voglia lasciar andare tutto e concentrarsi solo sul dolore.
    E' giusto ricordare.
    Ma non bisogna mai dimenticare che c'è ancora una vita che ci aspetta e ci sono persone che ancora ne fanno parte, in qualche modo; perché purtroppo a volte si dà per scontato che quelle persone ci saranno sempre.
    Non penso che riuscirò ad essere migliore; né penso che riuscirò a dare il meglio di me, sempre a tutti.
    Ho paura di abbracciare i miei cugini, di dir loro in faccia che voglio loro un mondo di bene. Però...però vale la pena provare a cambiare da qui. E' un inizio e, per quanto questo mio discorso possa sembrare egoista e cinico, a volte la scomparsa di alcune persone ci aiuta a capire che possiamo migliorare, per non avere rimpianti dopo.
     
    LunaLunaticaChu
    [Grazie per aver fatto parte della mia vita.]
    December 25

    A Christmas carrol?

    Io non lo so perché a Natale sembra che ognuno di noi si ricordi di avere amici.
    Non che di solito non lo sappiamo, è che in quel momento forse siamo troppo occupati a fare dell'altro, o forse è per il fatto che siamo presi da altro, o forse è che lo sappiamo che ci sono degli amici, ma sembriamo dire: ok, ci sono, sono lì, so dove trovarli.
    Quindi questo è un pensiero di Natale per gli amici, che sono lì, proprio dove penso di averli lasciati (con affetto, non pensate questa frase in negativo!).
    Agli amici d'infanzia, quelli che ormai non conosco più e che non conoscono più me.
    Agli amici vecchi, quelli che ogni tanto mi dimentico di avere.
    Agli amici trascurati, con cui mi sento in colpa, ma non so che fare per riparare.
    Agli amici nuovi, che mi sorprendono, riuscendo a descrivermi con una parola.
    Agli amici di scuola, quelli che basta un messaggio e tutto ritorna come allora.
     
    Agli amici che ho lasciato, perché sono sempre nella mia memoria, nonostante tutto.
    Agli amici ritrovati, perché sono una parte importante della mia vita.
     
    Agli amici che verranno, perché saranno il mio futuro.
     
    Agli amici, tutti quanti, anche quelli che non conosco bene, ma con cui mi piace stare (vorrei fare due nomi...ma basta dire che con loro arrivo fino a L'Aquila...); agli amici in generale...perché amico è una bellissima parola...
     
    LunaLunaticaChu
    [Buon Natale!]
     
    December 22

    Per inciso...

    Non odio il Natale, di per sé è una bella festa.
    Odio fare e ricevere i regali...per favore...non fatemi regali, vi scongiuro! Apprezzerò immensamente gli auguri, ma niente regali...davvero!
     
    LunaLunaticaChu
    [aargh!]
    December 10

    Peter Pan nei Giardini di Kensington

    La favola di Peter Pan è sempre stata fra le mie preferite.
    Quand'ero bambina immaginavo che un giorno, né troppo vicino né troppo lontano, anch'io sarei stata condotta sull'Isola Che Non C'è, la mia Isola Che Non C'è. Sarei rimasta sempre bambina ed avrei vissuto mille meravigliose avventure, senza pericoli, senza responsabilità, solo io, i miei amici immaginari e l'avventura.
    Non ricordo quand'è che iniziai a lasciare la finestra aperta. Ogni sera, prima di andare a dormire, controllavo che la serrando non fosse abbassata del tutto (quel che bastava per infilare le mani ed aprirla) e che la finestra fosse aperta. Estate ed inverno, con la luna o con le nuvole cariche di pioggia, la mia finestra rimaneva aperta ed io, ogni notte, mi addormentavo fiduciosa che quella notte qualcuno mi avrebbe fatto visita.
    Ricordo bene, invece, quando chiusi la finestra. Non perché avessi freddo o perché avevo paura di trovare il pavimento allagato; a tredici anni pensai che non sarebbe venuto nessuno a portarmi via. Forse per me non era prevista nessun'Isola Che Non C'è.
    Per un po' dimenticai Peter Pan e mi misi in testa che dovevo crescere.
    Poi, però, arrivò il film con Johnny Deep, "Neverland", che narra la vita di James Barrie nel momento in cui incontra i bambini dei coniugi Llewlyn Davies e nasce l'idea di Peter Pan. Mi venne voglia di leggere la storia, pur pensando cinicamente che forse ero un po' troppo vecchia per l'Isola Che Non C'è.
    Ma il momento decisivo arrivò quest'estate, mentre preparavo un esame di letteratura, incentrato sull'infanzia. Peter Pan non poteva mancare. Poi il caso volle che, mentre girovagavo per la libreria della stazione Termini trovassi "Peter Pan nei giardini di Kensington". Lo comprai felice e lo misi nelle scaffale di casa.
    Perché un 'adulto' (o presunto tale) dovrebbe leggere un libro simile?
    Ogni tanto me lo chiedevo, prendendolo in mano e puntualmente lo rimettevo a posto, come se mi vergognassi dei miei momenti di nostalgia, in cui ricordavo vagamente del periodo in cui tenevo la finestra aperta.
    Ora che l'ho letto, invece, penso di aver fatto bene. Di per sé non è un male ricordare d'esser stati bambini, né è un male pensare che la statua che si trova  nei giardini di Kensington, di notte, prenda vita propria ed inizi a girovagare per il parco sulla sua capra. Io l'ho vista, da bambina, e ricordo di averla ammirata, di averla fissata, di averla studiata.
    Ora vorrei rivederla, solo per capire se quella sensazione magica che provai la prima volta, posso riprovarla ancora.
     
    Vale la pena leggere quel piccolo libro.
    Fa sorridere e un po' fa rimpiangere d'essere cresciti così velocemente, senza aver avuto la possibilità di scoprire le cose strabilianti che sono scritti lì sopra; fa venir voglia di promettere a sé stessi: se mai avrò un bambino, lo porterò ai giardini di Kensington e gli racconterò la favola di Peter Pan proprio lì, dove può vedere e toccare quei luoghi.
    Chissà...magari sarà proprio mio figlio a farmi vedere le fate travestite da fiori...
    September 04

    Vita di coppia in "X"

    Allora...premetto che questa NON è una cosa seria, anzi...è ALTAMENTE distruttiva, quindi a voi la scelta.
    Tutto inizia un giorno in cui, evidentemente, non avevo niente da fare. Stavo vegetando sul letto davanti alle dispense di un esame quando non so perché mi sono ricordata di quella apocalittica opera delle CLAMP chiamata X.
    Tutta felice, mi sono alzata dal letto ed ho ripescato i 18 volumi dalla libreria (nel processo qualcuno dei numeri si è buttato di sotto per la disperazione...). Quindi, sfogliandoli, sono arrivata al fatidico numero 8. Ci sono un sacco di motivi per cui dovreste ricordarvi quel volume: qualcuno muore, qualcosa viene distrutto e ci sono un sacco di lacrime. Uhm...così non è molto d'aiuto... Allora ricominciamo: Kotori muore (evvi...ehm, volevo dire...), Seishiro e Subaru si incontrano...e ok, lo ammetto...questo è il punto che mi preme analizzare XD
    Non fossi mai arrivata a quelle pagine! Voglio dire: il momento è così catartic...così toccante e tutto il resto, ma...ma...c'è quella piccola domandina di Seishiro che chiede a Subaru perché mai non abbia fatto che cercarlo. Mah, sai, non aveva niente di meglio da fare, gli hai solo ucciso la sorella e preso in giro, ma comunque non preoccuparti, non è colpa tua, non è grave, è Subaru che è scemo -___-'''
    E da qui...purtroppo ho partorito quest'idea malsana...
     
    Dopo che qualche palazzo crolla e loro si trovano proprio nel mezzo della distruzione (nonché nel mezzo dell'idillio...), dopo i saluti e qualche smanceria (perché Seishiro è una persona educata...potete trovargli tutti i difetti che volete, ma un saluto non lo nega a nessuno XD), arriviamo finalmente alla fatidica affermazione: (prego seguire il link) http://img98.imageshack.us/my.php?image=vitadicoppia53ip.jpg
     
    Non ho fatto altro che cercarti.
     
    E perchè?
     
    (-_-' te l'ho detto: mah, niente di personale, sai...)
     
    NB: se aprite il link qui sotto non riuscirete più a guardare quella scena con serietà...a voi il rischio XD
     
     
    Non è semplicemente FOLLE? XD
     
    LunaLunaticaChu
    ["Non ho fatto altro che cercarti."
    "E perché?"
    "Beh, sai...se non ricordo male tu hai ucciso mia sorella ed io dovrei essere tanto, tanto arrabbiato, ma, sai...in realtà quella è solo una scusa per venirti dietro...perché io...cioè...capita, no? Voglio dire...posso essere il tuo animaletto? Occupo poco spazio e non sporco... Comunque se sporco pulisco, voglio dire...ma che sto dicendo???"]
    August 12

    Memorie di una Geisha

    Arrivo tardi nel commentare questo film ed in effetti ho ritardato anche a vederlo.
    Mi è piaciuto moltissimo; non solo per la storia in sé, che ha un bel lieto fine, inaspettato (almeno per quanto mi riguarda); non solo per la fotografia e la scenografia, entrambe eccezionali (mi viene in mente l'immagine in cui la protagonista bambina corre lungo quel corridoio di archi arancioni, mentre si reca a pregare al tempio o quando, sempre da bambina, dopo aver rovinato il kimono sale le scale per riportalo alla proprietaria). Mi è piaciuto anche perché mi ha permesso di esplorare un mondo così lontano dal mio, composto però da donne e fatto di quei giochi di gelosie e tradimenti che conosco bene, essendo anch'io donna (...mi suona male dire che a vent'anni sono donna XD io mi sento un'idiota e basta, ma questo a poco a che vedere con il film!).
    E' incredibile vedere quanto una donna può e sa essere crudele, per invidia, per rancore, per gelosia. E' vero, siamo capaci di cose terribili, ma sottili. E, quasi sempre, sono atti che mirano all'umiliazione, alle sensazioni. Quasi mai alla persona fisica.
    Quello che voglio dire è che ho sempre avuto la ferma convinzione che, se a capo del mondo vi fossero state le donne, fin dall'inizio, molto guerre non si sarebbero combattute. Magari è solo una chimera, un pensiero d'orgoglio femminile, ma chi può dirlo? Del resto, le donne non sono mai state al potere. Ed è vero, esistono esempi, nella mitologia greca, di donne capaci di commettere i più efferati crimini (mi riferisco a Medea, ma gli esempi sono moltissimi), ma, guarda caso, dipendono tutte dallo stesso fattore: il tradimento, dell'uomo, ovviamente!
    Non sto facendo un processo contro il genere maschile, sto semplicemente facendo una riflessione 'ad alta voce'. Sia chiaro che gli atti violenti di quelle donne non sono giustificabili e di certo non li giustifico. Ma rimane sempre il pensiero: se il mondo fosse stato governato dalle donne...?
    Sarebbe una what if...? molto interessante, ma troppo complicata da tracciare, sia per la vastità dell'argometo, sia per la molteplicità delle storie da raccontare.
    Questo, comunque, mi fa sempre tornare in mente una pubblicità progresso di qualche anno fa (o forse era un'articolo di un giornale?). Non ricordo, ma mi è rimasto impresso questo:
    Giustizia, singolare femminile.
    Pace, singolare femminile.
    Solidarietà, singolare femminile.
    Vita, singolare femminile.
    Potere, singolare maschile.
     
    E' un caso? Un gioco di parole? Una sottigliezza che non vale la pena analizzare?
    Probabilmente.
    Ma è anche incredibile che anche il nostro vocabolario distingua così nettamente alcuni principi fra i più importanti. Ed è vero che anche morte ed ingiustizia sono sostantivi femminili, ma è come l'ago di una bilancia. Vita/morte, giustizia/ingiustizia.
    Forse mi sono allontanata un po' troppo da quello che era l'inizio del mio discorso. Memorie di una Geisha è un film intenso. Penso che sia utile a farci comprendere che cosa sia realmente una geisha: un'artista, non una cortigiana; un'amante, non una prostituta...anzi...una moglie a metà, come viene detto alla fine del film. E basta osservare l'eleganza ed il rigore di quelle donne per capirlo. Basta vedere gli effetti che "l'invasione" occidentale ha portato per capire quanto quel mondo, il mondo della geisha, sia stato bistrattato e frainteso. Quanto è facile, oggi, per noi dire che non c'è differenza fra una passeggiatrice ed una geisha? Lo dice la stessa protagonista quando si ritrova di nuovo a vestire il suo ruolo, quello per cui è stata educata; è spaesata davanti a quel mondo nuovo, a quella rivoluzione, a quella...globalizzazione. A questo porta, del resto, la globalizzazione: forse il benessere, forse l'uguaglianza fra paesi ricchi e paesi poveri...ma si perdono le tradizioni, si perdono le usanze ed i costumi, si perde la propria identità etnica. Quante volte, messi davanti ad un turista occidentale, non riusciamo a capire da dove viene (almeno fino a quando non parla)? Ci stiamo omologando... all'estero, quando si parla di italiani, non c'è nemmeno più differenza tra regione e regione, tra nord e sud. E questo è da una parte un bene, da una parte un male.
    Ma mi sono di nuovo allontanata troppo dal film. Del resto, però, penso che a questo serva un film: a generare una riflessione su quello che si è visto. Ed è per questo, che è importante che il film abbia una certa qualità e che non sia il film demenziale che esce ogni Natale...Altrimenti diventa puro intrattenimento ed il cinema, gente, non è solo questo...
     
    LunaLunaticaChu
    [Noi siamo geishe perché non avevamo scelta...]

    Iris

    Oggi ci dedichiamo ad una canzone non proprio recente e che, circa tre anni fa (così tanto?) mi faceva pensare ad un, secondo me, magnifico personaggio di Angel Sanctuary. La canzone è "Iris" dei Goo Goo Dolls e se non sbaglio è anche parte della colonna sono di "City of Angels" o una cosa del genere, dove ci sono Nicholas Cage e Meg Ryan. Il personaggio invece è Kato...che ci posso fare? Mi piacciono quelli con una personalità che, normalmente, odierei profondamente.
    Qui c'è il testo, ma vorrei analizzarlo frase per frase (naturalmente prendendo solo quelle che fanno comodo a me...ahahaha!)...
     
    And I'd give up forever to touch you
    'Cause I know that you feel me somehow
     
    Ovviamente, se è un personaggio che piace a me non può far altro che morire. Non che succede a tutti i personaggi che mi piacciono, ma con lui è successo. Questa parte iniziale non mi fa pensare a qualcosa in particolare di lui, più che altro mi fa pensare alla "visione" che ha un attimo prima di morire. Non ho mai capito bene il rapporto che esiste fra lui e Kira...ma mi piace vederlo molto ambiguamente XD
     
    You're the closest to heaven that I'll ever be
    And I don't want to go home right now.
     
    Ecco, a questo punto la parola heaven ci rimanda al punto in cui lui muore (per la centoundicesima volta XD mahahah! Poverino...). Davanti la porta del Paradiso, permettendo a quell'idiota di Setsuna di andare avanti. In effetti, la prima frase la riferisco proprio all'idiota...
     
    When everything feels like the movies
    Yeah you bleed just to know you're alive
     
    Sottolineato ed in corsivo, perché questo pezzo mi fa pensare ad una scena precisa del manga. In non mi ricordo quale volume, Kato si inferisce delle ferite sul corpo (masochista XD) perché il dolore lo aiuta a mantenere il suo aspetto, lo aiuta a ricordare il suo aspetto. Penso che quel pezzo sia perfettamente collegabile a quella scena, che mi è rimasta tanto impressa, forse proprio grazie a questa stessa canzone.
     
    Ora veniamo al ritornello:
     
    And I don't want the world to see me
    'Cause I don't think they'd understand
    When everything's made to be broken
    I just want you to know who I am
     
    Questo non c'entra quasi niente con il personaggio in sé...però a me ha sempre fatto pensare ad una ff (mai scritta XD) in cui Kato, in quale modo, tornava in vita, con un altro aspetto, ma nonostante questo l'idiota (non so per quale intercessione divina XD) lo riconosceva...Eh, sarebbe venuta fuori una bella fic, peccato aver lasciato perdere...
     
    E' tu-tu-tu-tuuutto, gente!
     
    LunaLunaticaChu
    [Kato ç_ç]
     
    August 11

    Signor Peter "Tentenna" Pettigrew...?

    Ok, cambiamo fandom, ma rimaniamo in Italia...anzi, torniamo in Sicilia, con Carmen Consoli e la sua nuova canzone "Signor Tentenna".
    Questa canzone mi fa pensare ad un personaggio parecchio odiato di "Harry Potter". Mi pare che come descrizione, più o meno, siamo lì...no?
     
    Carissimo signor Tentenna
    non è facile assumersi il rischio di una scelta
    e servirsi addirittura di parole proprie,
    mimetizzarsi e vivere di luce riflessa
    in fondo ad acque torbide
    tra miseri inganni e menzogne,
    complessi di inferiorità,
    ingombranti manie di grandezza.

    Signor Tentenna non è motivo di vergogna
    il non saper centrare alcun bersaglio,
    l'aver mancato l'ennesimo colpo irrimediabilmente.

    [...]
     
    E' ormai consuetudine, Signor Tentenna,
    perdersi d'animo, non essere all'altezza
    delle proprie ambizioni
    e sgomitare per distinguersi dal branco.
    L'ignoranza è un non trascurabile complesso,
    una voragine, la si può occultare nel silenzio
    scansando il pericolo di un mite confronto diretto.

    Signor Tentenna non è motivo di vergogna
    il non poter vantare alcun talento.
     
    LunaLunaticaChu
    [Un po' fa pena questo Signor Tentenna...]
    August 10

    A chi ci fa pensare...?

    Ok, abbiamo parlato di Sieshiro tramite "Fiori d'arancio" di Carmen Consoli... Siccome questo gioco mi è piaciuto tanto, vediamo a chi ci fa pensare quest'altra canzone. "Sally" cantata da Fiorella Mannoia...
     
    ... cammina per strada senza nemmeno guardare per terra
    [...]
    ... ha patito troppo,
    ... ha già visto che cosa ti può crollare addosso!
    ... è già stat(o) punito(o)
    Per ogni sua distrazione o debolezza
    Per ogni singola carezza
    [...]
    ... cammina per la strada senza pensare a niente,
    Ormai guarda la gente con aria indifferente
    Sono lontani quei momenti,
    Quando uno sguardo provocava turbamenti
    Quando la vita era più facile.
    [...]
    ... cammina per la strada legger(o)
    Ormai è sera.
    Si accendono le luci dei lampioni,
    Tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
    Ed un pensiero (gli) passa per la testa
    Forse la vita non è stata tutta persa
    Forse qualcosa si è salvato
    Forse non è stato tutto sbagliato...
     
    ...io penso a Subaru quando la sento XD cambiando tutti i femminili con i maschili e magari evitando di pensare a lui come "Sally"...XD
     
    LunaLunaticaChu
    [Eh, ascoltare le canzoni...cosa può produrre!]
     
    August 02

    Nei miei ricordi...

    Durante le mie vacanze in Sardegna, quest'anno, io ed i miei genitori siamo andati a fare visita ad un'amica. Una persona che mia madre aveva conosciuto a ventitre anni, mentre era a Roma a studiare. Abbiamo approfittato di questa visita per andare anche a trovare un altro amico.
    Aspettavo quel momento, perché mi commuove sempre.
     
    Quando siamo arrivati al cimitero, si erano formate delle enormi e scurissime nuvole nel cielo. Minacciavano pioggia e, nella calura del pomeriggio inoltrato, sembravano un miraggio, una sicura promessa di fresco.
    Ma lì per lì non ci ho pensato. Seguivo i miei, lungo i corridoi marmorei di quel posto, che, se solitamente dovrebbe incutere timore o un certo senso di inquietudine, in me, in quel momento, risvegliava solo un grosso senso di nostalgia. Siamo arrivati davanti la tomba dell'amico di mia madre e mio padre. Era bella, quella foto: mia madre disse, guardandola, che sembrava un attore. Ho annuito e l'ho guardato.
    Poi mia madre, parlando con quell'amica che eravamo andati a trovare, disse: "Sara ricorda sempre di quando venne a casa nostra e, con la vestaglia, un capellino da notte ed una candela in mano, andava in giro per la casa dicendo Buonanotte, buonanotte."
    Stavo per mettermi a piangere, ma come mi sarei giustificata?
    Perché è vero: quello è l'unico ricordo che ho di lui. Ma ogni volta che ci penso, mi viene da piangere e penso a cosa sarebbe stato bello, poterlo conoscere davvero.
    Avevo solo sei anni quando se ne andò. Non ricordo nemmeno se mi dissero che era morto, ma anche se l'avessero fatto, non diedi peso al fatto; grazie all'innocente egoismo che contraddistingue i bambini. Eppure, ogni volta che ci penso, ho questa strana reazione. Forse perché sento l'affetto che mia madre aveva nei suoi confronti; forse perché è comunque legato alla mia infanzia. In realtà non lo so perché in me nascono tutti questi sentimenti, che, probabilmente, sono dovuti ad una...idealizzazione, ad un'esasperazione dei miei stessi ricordi, misti a quelli di mia madre. Eppure, sono sinceri.
     
    Quando penso alla mia vita ideale, penso a tutte le cose belle che mia madre mi racconta di aver vissuto all'università; penso alle persone meravigliose che ha conosciuto e che anch'io ho avuto la fortuna di incontrare; penso al periodo, a quegli anni '70 che posso ammirare solo attraverso le fotografie ed attraverso i racconti di mia madre e mio padre; penso che vorrei conoscere persone come lui, allegre, a cui piace cucinare. In effetti, lo ricordo vagamente anche nella piccola cucina dell'appartamento di Roma, che divideva con il suo compagno.
    Ricordo anche che, quando io e mia madre andavamo a trovarli, dormivamo su un soppalco ed il soffitto era dipinto d'azzurro, con le nuvole bianche e c'era un gabbiano di legno, che, quando tiravi una cordicella, muoveva le ali e sembrava davvero che volasse.
     
    Forse mi commuove, proprio perché mi ricorda un mondo ormai lontano, quello della mia infanzia, dove tutto era ovattato, dove sognavo posti lontani e avevo mille amici immaginari. Dove non pensavo alle cose materiali, né al significato della morte. Dove tutto mi sembrava naturale, anche quello che non capivo.
    Dove, quando vennero a trovarci in quell'estate, io li aspettavo girando per casa e ricordo di aver guardato nella mia camera e di aver visto i due letti singoli uniti, a formarne uno matrimoniale. Ed io pensavo che fosse comodo avere un letto così grande, anche se non capivo cosa significasse.
    Ora lo so e so molte altre cose di quell'uomo che, nei miei ricordi, ha sempre la vestaglia rossa, il cappellino da notte in testa e la candela in mano.
     
    LunaLunaticaChu
    [Per non dimenticare l'infanzia, i bei momenti e le persone che non ho mai conosciuto...]
    July 31

    UARGH!

    Ok, due post in una giornata sono tanti...ma oggi è una giornata speciale XD
    E comunque non posso resistere!
    Probabilmente sono pazza, perché sto zompettando per tutta la casa, ho un sorriso ebete che mi occupa metà della faccia e...oddio, sto diventando incoerente! Danger, danger Remus Robinson XD
    Esattamente!
    Oggi, quelle grandi donne che sono le Dee Creatrici di quel Meraviglioso Capolavoro che è lo Shoebox hanno aggiornato dopo qualcosa come sei mesi... E' uscito il venticinquestimo capitolo! YUHAHUUUUUUUUUU!!!
    Sono felice, sono così felice che potrei mettermi a cantare...ehrm...già fatto!
    Che potrei mettermi a saltare...uhm...già fatto!
    Potrei ballare?...fatto...
    Potrei...UARGH!! Macchissene!
    Posso mettermi a contemplare l'ultima immagine della parte B?? Posso? Posso?
    XD troppo tardi, lo sto già facendo!
     
    LunaLunaticaChu
    [grumble rumble...arghle!XD]

    Ma sei...?

    Non so se avete presente la canzone "Fiori d'arancio" di Carmen Consoli... Io l'ho ascoltata ultimamente dopo qualche tempo e...mi ha fatto pensare a qualcuno v_v
    Avrei una domanda per la nostra bravissima cantautrice... Ma per la descrizione dello sposo...mica si sarà ispirata a Seishiro? XD
     
    Aveva uno sguardo intenso e diretto,
    le dita curate e un sarcasmo congenito,
    labbra sottili, armonioso contorno
    di denti bianchi e perfetti.

    Poche parole, eleganza nei modi,
    una lieve cadenza d’oltralpe e dominio di sé.

    Gli incontri divennero assidui e frequenti,
    nei luoghi e agli orari più insoliti.
    Quell’uomo intrigante teneva le redini
    con singolare destrezza.

     

    LunaLunaticaChu

    [L'ho sempre detto: troppo X fa male! Ed il Fuma nuoce gravemente alla salute XD ...no, non sono pazza!]


    July 30

    The Truman Show

    Ho deciso di dare un motivo allo sfondo che ho scelto per questo spazio. Ebbene sì: cinema!
    Anzi, visto che la parola 'cinema' vuol dire tante cose: film!
    L'intenzione sarebbe quella di fare una recensione ad ogni film che ho visto recentemente. Naturalmente saranno recensioni poco serie, ma comunque credibili...sono comunque opinioni, no?
    Ieri sera, dato che c'era un forte temporale e ad ogni modo non avevo voglia di stare al computer, ho deciso di vedere un film. La scelta è ricaduta su The Truman'Show, con Jim Carrey.
    Non voglio tanto parlare degli aspetti tecnici o della bravura degli attori.
    Quello che in realtà mi interessa è il messaggio che io, personalmente, ho voluto leggervi.
    Si tratta, come chi ha visto il film saprà, di una storia che narra la vita in diretta di un uomo (Truman) che, inconsapevole di vivere in una realtà fittizia, si è costruito la sua vita fra attori e comparse.
    Il punto sta proprio qui: la realtà fittizia di Truman piace alla gente ed il creatore di questo show televisivo farà di tutto (arrivando anche alle maniere brutali) affinché la sua creazione rimanga all'interno di quel mondo 'ideale'.
    Nonostante il film sia di qualche anno fa, penso che non sia mai stato così attuale. Credo sia uno specchio della società contemporanea che vive davanti alla televisione, davanti a programmi che hanno un contenuto intellettuale (se non addirittura intelligente) pari a zero (e non parlo certamente di Superquark!), ma che, disgrazia, fanno passare il tempo e mostrano agli ingenui telespettatori (che ormai accettato tutta la spazzatura che viene dalla televisione per inerzia...ed è opinione comune!) delle realtà fittizie, come quelle di Truman. Quindi, vedendo un programma della De Filippi tutti pensano che si possa trovare l'amore in un programma televisivo. Dimenticando che il 99,9% delle persone presenti in quei programmi sono lì solo per farsi pubblicità. Rimane un misero 0,01%. Ma solo perché voglio essere caritatevole e credere che un ingenuo su cento ci sia, in programmi come quelli.
    Ma perché non parliamo del celeberrimo GF?
    Ho letto su un giornale -non ricordo quale-, qualche giorno fa, che gran parte degli Statunitensi crede di poter raggiungere la fama tramite questo programma. E che, per attendere trepidante di essere scelto per parteciparvi, non fa niente. Non lavora, insomma. Ora, mettendo un attimino da parte le mie opinioni personali su una nazione che ha rieletto alla presidenza una persona come Bush, penso che sia sconcertante questo dato. Anche perché, in Italia, non è molto diverso. E questo è quasi 'doveroso', dato che gli italiani vedono negli USA un modello esemplare da seguire. Ma non entriamo nel merito.
    Continuiamo a parlare del Grande Fratello. Ho letto 1984 di Orwell e la parola Grande Fratello non può che farmi correre un lungo brivido lungo la schiena; Orwell ha magistralmente descritto una realtà governata e controllata dalle televisioni. Un vero e proprio totalitarismo in cui i motti principali sono: "La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza."  Ed il nome di questo fantomatico dittatore (che poi non è altro che la televisione) è il Grande Fratello.
    Quello che si vede nella trasmissione di Mediaset non è affatto diverso da quello che vede il Grande Fratello di Orwell.
    Ma questo non ci porta da nessuna parte. Gli italiani continueranno a vedere questi programmi, a inneggiare la televisione-spazzatura che, nonostante se ne parli molto spesso in termini dispregiativi, non cadrà mai perché fa audience. Grazie anche a persone che la guardano per farsi due risate sui congiuntivi sbagliati dei vari Costantini e compagnia.
    In conclusione, quello che voglio ricordare è la scelta finale di Truman (quindi, per chi non ha visto il film, attenzione agli spoiler!): posto davanti alla scelta fra la sua perfetta realtà fittizia, dove lui non ha nulla da temere, dove tutto gli andrà comunque bene, perché lui è il protagonista, e la vita vera, quella piena di ipocrisie, incertezze, ma comunque autentica lui sceglie quest'ultima.
    Il film da un po' di speranza.
    Ed anch'io voglio averne.
    Ma c'è da chiedersi quanto l'industria sia disposta a sacrificare il proprio Truman, per un miglioramento della televisione che, non dimentichiamocene, nel dopo-guerra è stato un importantissimo mezzo d'istruzione di migliaia di persone.
    Ed ora? Dov'è finita la cultura?
     
    LunaLunaticaChu
    [-"Come andrà a finire?"... Me lo stavo chiedendo anch'io.-]
    July 29

    Di ritorno...

    ...dalle vacanze. Non le racconto, non c'è niente da dire...o forse sì?
    Giocavo a carte con mio padre che ammazzare il tempo...pensare che odio le carte!
    Mia madre ogni tanto mi fissava e poi mi sorrideva. Io penso che il mare abbia effetti allucinogeni su di lei...
    Gente che andava e gente che veniva.
    Mia nonna, stando sempre sotto l'ombrellone, al mare per nemmeno dieci giorni è più abbronzata di me!
    Mio cugino sa sempre come mettermi in imbarazzo...ha questa innata capacità e pensare che quando fa il serio è una persona tanto piacevole...
    La mia gatta, isterica perchè non poteva affacciarsi al balcone (che non ha ringhiere, ma ha il muretto), mi ha riempita le mani di graffi. Qualcuno sa se ci sono medicinali anti-stress per i gatti?
    Io mi vergognavo di mettermi in costume e ogni tanto a casa prendevo il libro di storia...e leggevo...già non ricordo più nulla...è grave?
    Insomma...niente da dire...no?
     
    LunaLunaticaChu
    [Un po' abbronzata...forse...da qualche parte...viso pallido...bleargh!]
    July 06

    Perché fare volontariamente qualcosa che si odia?

    Buongiorno, mondo! [ogni olta che lo dico mi sento, a seconda del mio umore: a) un sovrano che saluta il suo popolo; b) (spesso questo succede subito dopo l'opzione a) un'emerita imbecille; c) una donna di mondo; d) (spesso questo succede dopo le opzioni a e c) una completa deficiente...] (la mia prof di matematica del liceo sarebbe fiera del mio impeccabile uso delle parentesi...)
    Dunque...ieri ho avuto la brillante idea di dire a mia madre: domani andiamo al mercato insieme.
    E' un mio errore perpetuo, che ripeto ogni volta che arriva giugno. O luglio, in questo caso.
    Il mercato che si fa dalle mie parti è molto grosso: prende tutto il corso e si dirama lungo il fiume.Per percorrerlo tutto si impiegano dall'ora e mezza alle due ore mezza - tre. A seconda dalla quantità di gente che trovi e, non meno importante, della qualità. Sì, perché ci sono le persone che, incontrando un lontano parente/vecchio amico/ex-amante/il-la figlio-a del migliore amico-a/ecc. si fermano proprio in mezzo alla strada, creando un blocco umano; oppure le mamme con i passeggini che, per forza di cose procedono a rilento; oppure i gruppetti di ragazzine dai quindici anni in giù (non odio particolarmente questa categoria di persone, è che io, alla loro età, non ero in quel modo...forse ero peggio!) che camminano a gruppi di quattro o cinque, non a due a due o in fila indiana, che sarebbe appropriato in una situazione del genere, ma a braccetto, formando una catena umana impenetrabile. Ecco, questo è il genere di persone che si incontrano.
    Visto il caos che si crea ad ogni ora della mattina, il giovedì solitamente preferisco non uscire. O, nel rarissimo caso in cui decida di uscire, evito accuratamente i luoghi affollati.
    Tranne, ovviamente, quando la sera prima ho detto a mia madre: domani andiamo al mercato insieme.
    Perché lei, a ragione, visto che le ho detto di andare al mercato, mi porta esattamente tra la folla. Certo, poi mi compra anche qualcosa (il mio compleanno è alle porte, lei si porta avanti con il lavoro XD), ma il punto è che dopo appena dieci minuti io divento insofferente. Del caldo. Delle scarpe. Di mia madre. Delle bancarelle. Degli omini delle bancarelle che strillano. Ma soprattutto: della gente.
    Provo un fastidio quasi fisico, quando ho tutta quella gente intorno, che ti si mette davanti, bloccandoti, rallentandoti, che ti si mette dietro ed hai l'impressione che voglia spingerti per andare più veloce, che ti si mette di fianco, impedendoti di trovare una via di fuga. Non so se sono misantropa o cosa. Ma a questo punto inizio a pensare di odiare le persone, quando sono più di quattro. Anzi. Più di tre.
    Sarò allergica alla gente?
     
    LunaLunaticaChu
    [eeet...chuuuuuuuuuuu!]
    July 04

    Poesia...

    Per quanto il titolo del post possa trarre in inganno, NON posterò una poesia. Il motivo è molto semplice e presto spiegato, ma prima ritengo opportuno fare una premessa a riguardo.
    Quanto sto per dire è solo una mia opinione e, in quanto tale, è pienamente discutibile; è un mio punto di vista, dovuto ad un preconcetto. Se siete abbastanza testardi potreste provare a farmi cambiare idea, ma sarà difficile liberarmi dal pregiudizio.
    Questa riflessione parte dal fatto che, poco fa, stavo controllando la lista dei libri da leggere per il prossimo esame; fra questi c'è una raccolta di poesie. Appena l'ho letto, ho storto la bocca.
    La poesia non mi è mai piaciuta.
    Forse è perché, quand'ero alle elementari, facevo fatica a memorizzarle, tant'è che ora non ricordo nemmeno la celeberrima "San Martino" di Carducci. Mi fermo ai primo versi.
    Forse è perché ho fatto letture sbagliate, ho letto poesie che non avevano un gran carico di emozioni.
    Forse è perché nessuna poesia mi ha mai ispirato qualche sensazione, qualche emozione. Forse potreste giudicarmi insensibile, ma so di non esserlo.
    La poesia, di qualunque genere, non mi dice nulla; mi pare asettica, priva di qualsiasi sentimento, molto impersonale; anche la più sentita, quella che fa avvertire (agli altri, non a me) tutta la passione e l'amore che il poeta ha riversato in essa. Eppure, mai una poesia ha scatenato in me un sentimento.
    Sì, una volta disse: mi piace molto L'infinito di Leopardi, ma rileggendola ora non capisco perché mi fosse sembrata bella. Probabilmente questa è una mia grossa carenza, se volete potete chiamarla anche ignoranza, perché no?, non mi offendo, so che la poesia è importante per molti e che molto la trovano la più raffinata forma d'arte.
    Su questo potrei essere d'accordo, ma preferisco i libri in prosa. Dove ogni particolare è curato (così come lo può essere in una poesia), ogni sentimento è vivo e lo avverti (così come in una poesia), dove l'immaginazione crea i luoghi, i personaggi, i rapporti di cui leggi (così come in una poesia).
    La prosa, per me, è ad un livello superiore rispetto alla poesia. Mi rendo conto che è più probabile sia il contrario: con un verso di una poesia di possono descrivere più sensazioni di quelle descritte in dieci pagine di un romanzo. Non per me: la poesia, lo ripeto, non mi suscita nessuna emozione; mi lascia indifferente, non mi fa sognare (come invece un romanzo riesce a fare), non mi commuove, non mi tocca. In nessun modo. Rimane una cosa a sé stante, un mucchio di parole rimate o meno che creano, alle mie orecchie, solo un fastidioso ripetersi di fonemi.
    Sbaglierò, ma questo per me è la poesia: l'assenza di sentimenti.
     
    LunaLunaticaChu
    [So che errare è umano...ed io sto indubbiamente sbagliando]
    June 24

    Cinema...cos'è?

    E' da un po' che non bazzico da queste parti, così, tanto per riempire spazio, parliamo dell'esame che sto preparando per mercoledì 28 Giugno (ma che vorrei tanto rimandare al 12 Luglio...).

    E' un bellissimo esame, almeno a mio parere, sul cinema e la letteratura. Non starò qui a spiegare come si è strutturato il corso, ma mi piacerebbe parlare un po' di cinema.

    Generalmente noi con la parola cinema immaginiamo uno schermo su cui vengono proiettate delle immagini in una sala buia; oppure degli attori famosi che sfilano su una passerella rossa la notte degli Oscar; o magari ci viene in mente l'ultimo film che siamo andati a vedere.

    Ho scoperto che c'è molto di più. Effettivamente, tutti sappiamo che il cinema NON è solo quello che vediamo, NON è solo la nostra fabbrica di illusioni, un mezzo tramite cui possiamo diventare quello che avremmo sempre voluto essere, tramite cui possiamo andare dove vorremo andare, chiudendoci in noi stessi per due ore.

    E' altro. Molto altro. E' tecnica, è arte, è un medium (nel senso di mezzo di comunicazione), è scienza, è progresso, è tecnologia, è creatività. E tutte queste cose stanno nelle mani, non solo di attori e registi, ma si sceneggiatori, scenografi, costumisti, direttori della fotografia... Tante persone che spesso passano sotto i nostri occhi, davanti ai titoli di apertura e di coda e che spesso noi nemmeno vediamo.

    E' per questo che bisogna imparare a leggerli, questi titoli. Perché fanno capire quanta gente ha lavorato per quel film, per noi. E probabilmente non li ringrazieremo mai (a parte con i soldi del biglietto...).

    A me il cinema è sempre piaciuto. Ma entrarci dentro, vederlo ed analizzarlo più da vicino eppure dandogli solo un'occhiata superficiale (perché se avessero davvero voluto analizzarlo, nel libro che sto studiando, probabilmente ci sarebbero voluti mattoni di mille pagine per ogni aspetto...) mi ha 'aperto gli occhi'. E' come quando si è perdutamente innamorati: più lo conosco, più lo amo.

    E' così. Al di là dei film che mi piacciono, di quello che ho visto fino ad ora...La magia non è solo quella che vedo nel film, ora. D'ora in poi sono certa che vedrò la magia anche e soprattutto in quello che c'è dietro.

     

    LunaLunaticaChu

    [Io. E il Cinema. Magia.]

    May 21

    Come innamorarsi di nuovo di un manga vecchio e conosciuto...

    Bene, l'avevo anticipato nel post del 19 Maggio. C'era qualcosa di particolare, no?
    Ma era solo un'avvisaglia di quello che sarebbe successo oggi.
    No, mi dispiace deludervi (perché è quello che sta per accadere), ma non si tratta né di zuppa inglese, né di mia madre. Cosa rimane?
    Carta e inchiostro.
    Avete capito: carta e inchiostro. Sono queste due cose che materialmente compongono Slam Dunk, non siete d'accordo?
    Eppure, perché nonostante questo, non riesco ancora a sminuirlo? Ci deve essere un elemento dotato di un qualche potere (magico, persuasivo...qualsiasi cosa purchè sia materiale), no?
    Dubito che sia qualcosa di materiale. Se il mondo fosse fatto di solo carta ed inchiostro sarebbe un mondo vuoto. Infatti, quel manga non è solo carta e inchiostro. E' ricordi, per me, è tornare indietro, è ricordarsi i perché, i come, i quando ed i cosa.
    Ma dubito che siano stati i ricordi a farmi piangere (ebbene, signore e signorine, lo ammetto: ho pianto!). Dubito anche che sia stato uno sfogo, Tonksis: se lo fosse stato non avrei sorriso come un'ebete per tutta la durata del mio pianto. Forse è pazzia...
    Chi lo sa? Il fatto è che si dice che uno che dice "Sono pazzo", non può essere pazzo sul serio.
    Giuro, sto ancora cercando di capire cosa mi abbia fatto piangere. Di certo non gli "oh oh oh" di Anzai XD quelli mi facevano morire dal ridere. Forse non capirò mai perché ho pianto: forse perché mi comunica speranza? Forse perché mi fa capire che è importante avere almeno una passione forte nella vita? Forse perché mi fa capire che anche cane e gatto possono andare d'accordo insieme? O forse che lo sport è qualcosa che va ben oltre la vittoria, i soldi (bisogna dirlo: quello a cui stiamo assistendo ultimamente è esclusivamente colpa dei soldi, oltre che ad essere indecente!) e che riesce ad unire le persone?
    Non lo so, so che sono mie opinioni, quindi è qualcosa di totalmente soggettivo e perfettamente criticabile.
    Forse, invece, si tratta semplicemente di affetto. Affetto per quei personaggi (sì, lo so, carta ed inchiostro, ma è inevitabile affezionarsi a dei personaggi, anche se sono fatti di carta ed inchiostro, perché se non accadesse, non avremmo sentimenti. O almeno, io la penso così...) magari a volte egoisti, senza dubbio troppo individualisti, alcuni superbi, altri egocentrici; ma come non fai ad amarli quando li vedi continuare a lottare, quando li vedi, che per la prima volta, battono il cinque?
    Una delle scene più belle, che però ho scoperto solo ora che sono diversa da tre anni fa, è quella: quando Hanamichi e Rukawa battono il cinque. E la guardo senza nessuna malizia, che purtroppo tre anni fa ancora mi 'offuscava' la mente. Quel gesto vuol dire stima, vuol dire siamo bravi, ma prima di tutto siamo una squadra. Ecco, probabilmente è questo che mi fa piangere e sorridere. E potete non capirlo, come non lo capisco io, ma adoro Slam Dunk ed in questo momento mi sento di dire che è il più bel fumetto che io abbia mai letto e che per questo devo ringraziare mio cugino, ma soprattutto i personaggi.
    Direi che è tutto, ho già detto abbastanza per farmi passare per una cretina completa, ma non mi lamento: sono quasi patentata per le figura di merda e per passare per una sentimentalotta stupida.
    Non mi lamento davvero, perché in questo momento sono felice.
     
    LunaLunaticaChu
    ["Poiché sono un genio."]