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    January 20

    E inizia una nuova era (?)

    Oggi non si sente parlare d'altro che di Obama. Il che mi fa molto piacere, ma spero che la gente non sia troppo attenta al vestito che indosserà Michelle alla cerimonia ufficiale d'insediamento.
    Leggevo stamattina su un giornale che gli occhi di tutto il mondo, le speranze di tutti i paesi sono rivolte verso quest'uomo, ed è vero; ma Barak Obama è solo uno e le responsabilità di un intero pianeta sicuramente non possono, non devono e non ricadranno sulle spalle di un solo uomo. E' per questo che il presidente ha parlato di condivisione delle responsabilità e dei doveri. Lui da solo può fare molto poco, ma se già solo gli americani che l'hanno votato faranno qualcosa con lui, allora qualcosa cambierà.
    Negli Stati Uniti.
    Perché negli USA c'è speranza; Obama l'ha dimostrato il 4 novembre, gli americani l'hanno dimostrato. Ma queste sono cose già scritte, lette e dette da persone più intelligenti, più illustri di me.
    Io posso solo dire che mai come oggi vorrei essere americana; mai, in tutti i miei 22 anni di vita, ho voluto essere americana. Dipende forse dall'educazione che mi hanno impartito i miei, dal fatto che, da quando sono nata, i presidenti americani hanno sempre fatto qualcosa di sbagliato o di orribile. Men che meno ho voluto essere americana negli anni scorsi, quando gli USA hanno avuto la genialata di rieleggere Bush; mi sono sentita (io, come se la cosa mi riguardasse in prima persona... Ma che dico? In fondo gli USA non sono, in un certo senso, i padroni del mondo? Non è forse per questo che tutti guardano con speranza ad Obama?) presa in giro, delusissima, perché non credevo possibile che la gente fosse capace di commettere gli stessi errori.
    Oh, ma come sono stata ingenua. Anche qui, in questo bel paese italiano, abbiamo... No, permettetemi di dire avete commesso gli stessi errori. Beh, in effetti non so quanti dei miei amici qui abbiamo fatto l'errore, ma io non sono stata, ok?
    Comunque sia... Se vedo speranza per gli USA, che davo per spacciati e corrotti fino a qualche mese fa, ora non ne vedo per l'Italia.
    Io lo ammetto: non sono una persona politicamente attiva e forse di politica ne capisco meno di quel che credo. Vorrei essere più attiva, ma vorrei essere anche tante altre cose. E in fondo mi piace stare sulla mia poltrona a sparare sentenze, come se fossi un giudice; e mi rendo conto che c'è troppa gente che fa come me, invece d'essere attiva, di fare qualcosa di concreto. Ma io penso che se non si ha speranza, c'è poco da fare. Resta solo un'unica opzione, quella che molti giovani attuano senza pensarci troppo: fuggire all'estero, dove i giovani vengono valorizzati, non sacrificati; dove trovare il lavoro non richiedere un miracolo, né una raccomandazione; dove la vita sembra più facile, forse perché non si conoscono i difetti di quella politica, di quel paese.
    Del resto, qui in Italia, che possibilità si hanno? Poche, o nessuna. In fondo siamo il paese della pizza e del mandolino; nessuno ci prende seriamente, perché con un 'presidente' del genere cosa volete che pensino gli altri Paesi? Del resto anch'io pensavo che gli americani fossero tutti come Bush, un branco di idioti guerrafondai e interessati unicamente al denaro e al potere. Sono felice d'essere stata smentita dagli USA; ma non sono sicura che avrò mai una smentita dall'Italia; le persone intelligenti e attive ormai sono mosche bianche.
    Vorrei che l'esempio degli Stati Uniti servisse anche all'Italia; vorrei essere americana, oggi, per poter essere fiera del mio paese, per una volta; essere fiera del mio paese adesso, non guardando al passato, ricordando alle belle parole di Benigni, che in Italia è nata prima la cultura e poi la nazione; vorrei poter guardare all'Italia odierna con la stessa ammirazione con cui guardo alla Firenze dei Medici, che pure aveva i suoi difetti, ma parliamo del Rinascimento e molto cose che ora ci sembrano sbagliate, allora erano tutt'altro.
     
    Perchè io, che ho 22 anni, devo guardare al passato e non al futuro?
     
    [LunaLunaticaChu]
    [A volte penso che ci vorrebbe un bel meteorite... BOOM... Tabula rasa, ricominciamo da capo.]
    October 23

    Rettifica

    Ok, ok... Stamattina ho un tantinello esagerato.
    Infatti vorrei fare le mie più sentite scuse a Santo Silvio dalla Cina: lui non ha mai detto che avrebbe chiamato il Ministro dell'Interno per dargli istruzioni specifiche su come intervenire con le forze dell'ordine davanti alle manifestazioni studentesche.
     
    Cioè: oggi pomeriggio su Radio2, a Caterpillar (mi pare), una ragazza ha detto qualcosa riguardo quell'affermazione e i conduttori della trasmissione, scherzando, le hanno risposto: "Ma no, guarda che hanno sentito male i giornalisti, lui non ha mai detto una cosa simile, alla conferenza di ieri!"
    E la ragazza: "Ma io c'era alla conferenza."
    "Allora si sono sbagliate le tue orecchie."
     
    Ebbene sì, siamo noi che abbiamo capito male ed abbiamo frainteso le intenzioni di questa riforma. Facciamoci un esame di coscienza, va, perché siamo noi i maliziosi che pensano che la riforma di scuola e università metterà in mezzo alla strada tutti gli insegnanti precari e tutti i ricercatori.
    Eh, sì, abbiamo proprio capito male male male...
     
    LunaLunaticaChu
    [Seriamente pensano che gli italiani siano tutte delle pecore? Io non faccio 'bee'.]

    E sì, poveri voi, parlo *ancora* di politica...

    Dire che sono sempre più sconvolta, amareggiata, spaventata è dire poco.
    La risposta di Silvio alle manifestazioni di studenti e ricercatori universitari è stata: "E noi gli mandiamo la polizia."
    Gli studenti dell'UDU hanno risposto: "E ora picchiateci tutti." Ed io dico: sì, venitemi pure in casa, a picchiarmi, perché oltre che studentessa che appoggia pienamente le manifestazioni attuali, sono pure comunista, quindi sono il Male incarnato.
    Non solo, grazie alla fantastica riforma della Moratti, quella del 3+2; 1+1+1+2; 10:2, ecc. ecc, si è creata una generazione di 'ignoranti' (me compresa), ma adesso picchiamoli pure, questi tipi che pretendono di studiare, di farsi una conoscenza, di pensare. Perché il problem è tutto lì (oltre che nel tentativo costante di privatizzare tutto, anche l'aria che respiriamo): in una dittatura (e sì, non mi viene in mente altro che questo) non ci si può permettere di avere in giro gente che pensa; in una dittatura di possono avere solo pecore che belano e che seguono il pastore (toh, senza volerlo ho appena fatto una metafora religiosa... Sia lode a Santo Silvio da Mediaset).
    Perché, parliamone, il pensiero è la prima forma di libertà che gli esseri umani hanno; ma se stiamo parlando di dittatura, non ci possono essere libertà. Di nessun tipo.
    Le mie sono parole, solo parole; parlo di dittatura forse con troppa leggerezza, perché, magari, in verità, stiamo solo diventando più simil-americani, che simil-ventennio. Ma solo io penso sia preoccupante che nessuno mi rappresenti in Parlamento? Solo io trovo preoccupante i provvedimenti contro Rom e immigrati (e pure Famiglia Cristiana, quanto di più lontano da me, vede le classi 'ponte' per i figli di immigrati come una cosa negativa)? Solo io penso che i tagli ai giornali di 'contro-informazione' siano un passo in più verso il divieto di manifestare il proprio pensiero?
    Quello che sta succedendo su e giù per l'Italia mi fa pensare di no. Ma tanto a quelli lassù che importa?
    "Dategli qualche manganellata, che poi vedete come stanno zitti."
    A quando le purghe?
     
    LunaLunaticaChu
    [L'Italia era un bel posto e lo è ancora; il problema sono gli italiani.]
     
     
    October 11

    Il primo passo verso la dittatura?

     
    E questa è solo una parte dello schifo che questo 'governo' sta facendo. Ma, scusate, la legge è uguale per tutti o è solo per fare contento il popolino che si dice così?
    August 01

    Due canzoni

    Come al solito ogni tanto mi ricordo di questo posticino e sento il bisogno di riempirlo con qualcosa. Oggi sono due canzoni, che da un po' di tempo mi ossessionano. Due personaggi totalmente diversi, due persone che non potrebbero essere più distanti fra loro, fare canzoni così differente, eppure...
    Sono quel genere di persona a cui piace tutto, a cui possono piacere artisti estramamente eterogenei e magari, degli stessi, appena una canzone. Non ho un cantante preferito (o forse sì...), proprio perché non è detto che della discografia di un artista mi piacciano tutte le canzoni, o la maggior parte di esse. Ma comunque, venendo al punto, queste due canzoni sono Underneath di Alanis Morissette e Odysseus di Francesco Guccini.
     
    Underneath
    Look at us in this kitchen
    Look at us rallying all our defenses
    Look at us waging war in our bedroom
    Look at us jumping ship in our dialogues

    There is no difference
    In what we're doing in here
    That doesn't show up as big as it does out there
    So why spend all our time undressing our bandages
    When we've the ultimate key to the cause
    right here all underneath.

    Look at us form our cliques in our sandbox
    Look at us being cruel kids with both our hearts blocked
    Look at us turn away from all the rough spots
    Look at dictatorship on my own block

    There is no difference
    In what we're doing in here
    That doesn't show up as big as it does out there
    So why spend all our time undressing our bandages
    When we've the ultimate key to the cause
    right here all underneath.

    How I've spun my wheels
    With carts before my horse
    And shine on the outside springs from gloom
    Spotlight on these seeds of simpler reasons
    And score bourne into corn, stretching my limit

    There is no difference
    In what we're doing in here
    That doesn't show up as big as it does out there
    So why spend all our time undressing our bandages
    When we've the ultimate key to the cause
    right here all underneath.
     
    L'importanza che questa donna ha per me non si può spiegare facilmente, senza parlare dei miei "anni bui". Sintetizzando: ho avuto anch'io la mi crisi d'adolescente e a quindici anni lei mi è sembrata l'unica che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia frustrazione e la mia sensibilità. "Supposed former infatuation junkie" è stato l'album che ho ascoltato di più in assoluto in quel periodo; cupo, dalle melodie non sempre semplici da apprezzare, esprimeva con parole che forse nemmeno capivo appieno allora. Ma allora diceva che mi aveva salvata, grazie a canzoni come That I would be good, UR, One e Can't not. Non sono esattamente canzoni allegre e non vi consiglio di ascoltarle, perché... Beh, non sono 'orecchiabili' e poi, in fondo, le considero un po' mie, quindi ne sono un po' gelosa. Ultimamente è uscito il nuovo album di Alanis, che non comprerò, perché dopo "Under rug swept" mi ha abbastanza delusa. Però ci sono canzoni che mi piacciono comunque... E questa è una di quelle.
     
    Odysseus
    Bisogni che lo affermi fortemente
    che, certo, non appartenevo al mare
    anche se Dei d’Olimpo e umana gente
    mi sospinsero un giorno a navigare,
    e se guardavo l'isola petrosa,
    sopra ogni collina c'erano lì idealmente
    il mio cuore al sommo d'ogni cosa,
    c'era l'anima mia che è contadina
    un'isola d'aratro e di frumento
    senza le vele senza pescatori
    il sudore e la terra erano argento
    il vino e l'olio erano i miei ori

    Ma se tu guardi un monte che è di faccia,
    senti che ti sospinge un altro monte
    un'isola col mare che l'abbraccia
    ti chiama un'altra isola di fronte
    e diedi un volto a quelle mie chimere
    le navi costruii di forma ardita,
    concavi navi dalle vele nere
    e nel mare cambiò quella mia vita
    e il mare trascurato mi travolse:
    seppi che il mio futuro era sul mare
    con un dubbio però che non si sciolse
    senza futuro era il mio navigare

    Ma nel futuro trame di passato
    si uniscono a brandelli di presente,
    ti esalta l’acqua e al gusto del salato
    brucia la mente
    e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
    a ogni incontro ridisegnare il mondo
    e perdersi nel gusto del proibito
    sempre più in fondo

    E andare in giorni bianchi come arsura,
    soffio di vento e forza delle braccia,
    mano al timone e sguardo nella pura
    schiuma che lascia effimera una traccia;
    andare nella notte che ti avvolge
    scrutando delle stelle il tremolare
    in alto l’Orsa e un segno che ti volge
    diritta verso il nord della Polare.
    E andare come spinto dal destino
    verso una guerra, verso l’avventura
    e tornare contro ogni vaticino
    contro gli Dei e contro la paura.

    E andare verso isole incantate,
    verso altri amori, verso forze arcane,
    compagni persi e navi naufragate;
    per mesi, anni, o soltanto settimane
    La memoria confonde e dà l’oblio,
    chi era Nausicaa, e dove le sirene
    Circe e Calypso perse nel brusio
    di voci che non so legare assieme.
    Mi sfuggono il timone, velam remo,
    la frattura fra inizio ed il finire,
    l’urlo dell’accecato Polifemo
    ed il mio navigare per fuggire.

    E fuggendo si muore e la mia morte
    sento vicina quando tutto tace
    sul mare, e maledico la mia sorte
    non trovo pace
    forse perché sono rimasto solo
    ma allora non tremava la mia mano
    e i remi mutai in ali al folle volo
    oltre l’umano.

    La vita del mare segna false rotte,
    ingannevole in mare ogni tracciato,
    solo leggende perse nella notte
    perenne di chi un giorno mi ha cantato
    donandomi però un’eterna vita
    racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
    dandomi ancora la gioia infinita
    di entrare in porti sconosciuti prima.
     
    Recente scoperta (perché non si smette mai d'imparare), dischi di Guccini in casa mia non ne mancano, dato che a mio padre piace, ma io non l'ho mai ascoltato. Ma è bastato il titolo di questa canzone per farmi apprezzare quest'artista. Chi è Odisseo per me, le persone che mi conoscono lo sanno bene: il primo amore (forse condizionata dalla bellezza di quel fantastico sceneggiato in tre puntate, andato in onda anni or sono sulla Rai, con Bekim Femiu nel ruolo di Odisseo... E che uomo, ragazze!), quello che ha fatto scattare la scintilla della passione per la mitologia greca. Amo il personaggio, umano in ogni sfumatura, eppure eroe; amo l'uomo, la sua sete di conoscenza, la sua arditezza, tutto di lui. In quanto donna, se trovassi un uomo simile al giorno d'oggi penso che farei qualsiasi cosa per lui (e sì che lui non è proprio il tipo fedele, ma guardato dall'ottica della mentalità classica Penelope non aveva proprio nulla di cui lamentarsi: il marito le è tornato a casa); in quanto essere umano, vorrei essere come lui: sempre curioso, sempre determinato, vincente, anche dopo esser finito nell'Inferno di Dante (e qui tutti capiscono la mia antipatia nei confronti di questo poeta...). Penso che in ognuno di noi, c'è un po' di lui... E vorrei che in me ce ne fosse un po' di più, perché, sapete, anche lui lo considero un po' mio, e quindi, come prima, sono un po' gelosa...
     
    LunaLunaticaChu
    [La quindicenne, novella Nausicaa.]
    May 24

    Una poesia...

    "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
    E fui contento perché rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei
    E stetti zitto perché mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali
    E fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti
    Ed io non dissi nulla perché non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me
    E non c'era rimasto nessuno a protestare."
    (Bertolt Brecht)
     
    [Il testo è stato pubblicato nel giornale "Liberazione" di venerdì 23 Maggio e ci ricorda della legge speciale varata ultimamente, quella contro gli immigrati, quella che ha messo in allarme tutta l'Europa. E noi, gli esclusi.]
     
    LunaLunaticaChu
    [... quando verranno a prendere me?]
    March 21

    Riflessioni sparse (!)

    Ecco, ogni tanto mi ricordo di questo affare e lo rendo utile a qualcosa.
    L'altra sera mi è capitato di parlare con una delle mie coinquiline del fatto che ha litigato con la sua migliore amica. La persona in questione l'ha insultata piuttosto pesantemente, a quanto pare solo perché geloso delle sue amicizie, del fatto che la mia coinquilina possa uscire anche senza di lei e (peggio ancora) che le persone che frequenta le fanno schifo. Lungi da me, in questa sede, esprimere giudizi su questa persona, perché non la conosco abbastanza e, sinceramente, nemmeno ci tengo a conoscerla meglio.
    Però, nonostante penso di non essere mai arrivata agli insulti, in un certo senso credo di capire questa gelosia. Penso che sia una cosa comune a tutte le persone, forse perché la maggior parte di noi si affanna a cercare una persona, almeno una, che possa essere una presenza costante nella nostra vita ed ogni volta che quella persona è lontana o con altre persone abbiamo paura di perderla. Non parlo di amore, ma proprio di amicizia. O forse è più giusto dire che parlo d'affetto e di quella sorta di egoismo che ci spinge a cercare persone nuove. E' difficile da spiegare, perchè è per lo più una sensazione, quella che provo a riguardo; ma penso che gli esseri umani non sono fatti per la solitudine e che tutti abbiano paura di restare soli; per questo spesso assumiamo dei comportamenti che non sono proprio corretti nei confronti degli altri e che, talvolta, feriscono prima noi, poi gli altri. La possessività è uno di questi atteggiamenti che ci danneggiano. Lo so per esperienza diretta, perché fondamentalmente sono un tipo estremamente possessivo, che facilmente s'ingelosisce e che, altrettanto facilmente, si scoraggia nel vedere le persone a cui vuole bene interagire con altre. Sono perfettamente cosciente dal fatto che questo sia sbagliato, anzi, che sia egoista: non posso vincolare quella persona a me e me sola. Come io ho più amici, anche i miei amici devono avere altri amici. E' elementare, ma non spesso chiaro; perché non puoi evitare al cuore di stringersi quando le persone a cui vuoi bene dicono: "Ho passato una bellissima giornata con questo mio amico." Sai che è giusto e sai anche mostrare interesse e partecipazione per quello che l'amica ti dice, però, sotto sotto, c'è quell'amarezza che ti avvelena, quel pensiero infantile che ti fa pensare: "Ed io cosa sono per te? Non mi vuoi più bene?"
    E' sorprendente come gli affetti possano farti rincitrullire del tutto o parzialmente. Ed è sciocco pensare una cosa del genere: anche se frequento più persone, questo non vuol dire che nel momento in cui frequento A non voglio più bene a B. A e B sono importanti per me e sono consapevole d'essere importante anch'io per loro. Però quando A frequenta C, mi viene da mettere in dubbio tutto. Ed è sciocco, perché, se è vero quello che ho detto prima, non ho niente di cui preoccuparmi: il discorso "voglio bene sia ad A che a B" vale anche per A e B.
    Contorto.
    Proprio sciocco ed infantile.
    Ma terribilmente vero.
     
    [LunaticaChu]
    [Possessiva.]
    December 10

    Treno

    Ok, è da un po' che non scribacchio qui e oggi ne ho l'occasione perché... diciamo che sono irritata. Anzi, nemmeno... sono rassegnata.
    Partiamo dalla premessa che stamattina sarei dovuta ripartire per quel di L'Aquila e, com'è evidente, questo non è successo.
    Perchè?
    Perché la stazione di Sora è sfornita di un capo stazione e, data la situazione, nessuno mette avvisi riguardanti i treni. Nessuno avvisa la 'gentile clientela' (in questo caso 'gli sfortunati coglioni') che gli orari dei treni sono cambiati. Se hai internet bene, controlla lì, deficiente! Altrimenti attaccati al tram, perché a noi non importa un tubo!
    Ora, facciamo un distinguo.
    Il treno
    A me piace andare in treno, è sempre piaciuto: è uno dei luoghi della mia infanzia, dato che ho trascorso gran parte dei miei primi anni di vita su un mezzo di trasporto (treno, appunto, automobile e nave). Mi rilassa, mi fa riflettere e mi permette di sognare ad occhi aperti guardando il paesaggio fuori. Mi piace, insomma.
    Il servizio
    Se parliamo del servizio è un'altra questione: si sa che i treni sono sempre in ritardo e fino a quando non hai una coincidenza da prendere non fa niente, è un po' frustrante, ma non importa. Ma dato che la maggior parte delle volte hai una coincidenza da prendere (e se tutto va bene è solo una...) il ritardo non va più bene. Parliamo poi della sporcizia? O sei su un Eurostar oppure viaggi nello sporco altrui. Parliamo delle attrezzature? Sedili rotti, condizionatori d'aria che ogni tre su due non funzionano. Parliamo dei bagni? ...meglio di no.
    Insomma c'è una bella differenza tra mezzo e servizio.
    E tornando alla questione "Stazione di Sora": un signore che era con noi ha chiamato il 113 per protestare. I signori arrivano e che ci dice uno dei due?
    "E' l'Italia!"
    Ma va? Pensavo di essere in Uzbeckistan, dato il bel servizio.
    E' una scusa così stupida. Anzi, non è nemmeno una scusa!
    Che significa? Che dato che siamo in Italia non possiamo pretendere di più di un servizio scarso? Che dato che siamo in Italia dobbiamo starcene buoni buoni quando qualcosa non funziona come dovrebbe? Bel modo di affrontare i problemi... un modo tutto italiano, in verità.
    Forse il tizio aveva davvero ragione.
    Ma a me non sta mica bene. A me non piace mica questo modo di ragionare. Siamo in Italia, appunto! Datevi da fare per migliorare un po' questo posto, che è un bel posto. Qui ci vuole proprio Benigni: in Italia è nata prima la cultura e poi la nazione.
    Ma non sono proprio sicura che questo sia stato un bene... Se almeno fosse nata prima la nazione, le cose sarebbero diverse.
    Ma che vogliamo farci?
    E' l'Italia.
     
    [LunaLunaticaChu]
    [Ironia a go-go.]
    June 19

    Scemenze culturali...

    E' passato del tempo dall'ultimo post e sta volta sono qui per qualcosa di divertente ed interessante.
    La settimana scorsa, a casa, abbiamo visto "Una notte al museo" e la mattina dopo la mia amica e coinquilina Chiara mia ha detto: "Sai, vedendo il film ieri sera mi sono chiesta: se io avessi la possibilità di incontrare un personaggio storico chi incontrerei?"
    Da qui all'aprire un blog a riguardo il passo è stato brevissimo e adesso ci ritroviamo impelagate in quest'impresa.
     
     
    Questo è il blog incriminato, che verrà aggiornato settimanalmente con tre nuove domande fantasiose... Spero che qualcuno ci vada a fare un salto, è divertente XD
     
    LunaLunaticaChu
    [No studio... solo scemenze culturali]
    February 18

    Egoisticamente...

    Dal 4 Febbrario in poi, ho avuto una settimana piuttosto particolare. Mi sono arrivate diverse brutte notizie, un paio mi toccavano da vicino, altre in modo più lieve e lontano. Mio cugino ha avuto un incidente con il motorino, ma fortunatamente ha solo dovuto mettere dei punti al ginocchio; diverse persone che ho conosciuto (chi meglio chi peggio) sono scomparse. Alcune così, da un giorno all'altro. Altre dopo mesi di malattia.
    Non ho avuto tempo di immagazzinare tutte queste informazioni, causa esami. Non sono riuscita a concentrarmi subito su quello che stava accadendo. Era come se fossi occupata a fare sciocchezze ed improvvisamente mi bombardano con queste informazioni, una dietro all'altra. Erano troppe, non ho capito cosa volevano dire. Ho parlato con mio cugino ed invece di preoccuparmi, ho riso con lui. Ho ricevuto la prima brutta notizia e, nonostante la sorpresa, mi sentivo semplicemente confusa.
    Ma poi è arrivato il momento in cui ho capito. Dopo sei giorni, quand'era più rilassata, quando le novità apprese si era sedimentate. Ho pianto, mentre scrivevo a mio cugino di non fare più cose del genere, perché gli voglio bene come se fosse mio fratello. Ho pianto pensando che le persone se ne vanno e non a volte ti lasciano quel senso di potevo fare di più, potevo conoscerle meglio, potevo dire qualcosa che non ho detto. A soffrire sono quelli che rimangono. Quando sei morto non senti più niente. Ma quelli che restano in vita, sentono ancora. E' giusto provare dolore, rimpianto, senso di vuoto. Ma poi si va avanti; la vita continua anche senza quelle persone. E piano piano dimentichi le cose brutte che sono successe e rimangono solo i bei ricordi, i sorrisi e le risate.
    E' sbagliato, secondo me, dire di vivere anche per quelli che non ci sono più. Bisogna vivere per sé stessi, cercando di fare sempre del proprio meglio, cercando di star bene, senza che gli altri però soffrano di questo tuo benessere. Non sto parlando di invidia, ma del modo in cui il nostro star bene possa nuocere a qualcun altro. Bisogna guardare avanti e coltivare ciò che abbiamo, farlo con cura e non lasciare che appassisca. Perché a volte ho l'impressione che si voglia lasciar andare tutto e concentrarsi solo sul dolore.
    E' giusto ricordare.
    Ma non bisogna mai dimenticare che c'è ancora una vita che ci aspetta e ci sono persone che ancora ne fanno parte, in qualche modo; perché purtroppo a volte si dà per scontato che quelle persone ci saranno sempre.
    Non penso che riuscirò ad essere migliore; né penso che riuscirò a dare il meglio di me, sempre a tutti.
    Ho paura di abbracciare i miei cugini, di dir loro in faccia che voglio loro un mondo di bene. Però...però vale la pena provare a cambiare da qui. E' un inizio e, per quanto questo mio discorso possa sembrare egoista e cinico, a volte la scomparsa di alcune persone ci aiuta a capire che possiamo migliorare, per non avere rimpianti dopo.
     
    LunaLunaticaChu
    [Grazie per aver fatto parte della mia vita.]
    December 25

    A Christmas carrol?

    Io non lo so perché a Natale sembra che ognuno di noi si ricordi di avere amici.
    Non che di solito non lo sappiamo, è che in quel momento forse siamo troppo occupati a fare dell'altro, o forse è per il fatto che siamo presi da altro, o forse è che lo sappiamo che ci sono degli amici, ma sembriamo dire: ok, ci sono, sono lì, so dove trovarli.
    Quindi questo è un pensiero di Natale per gli amici, che sono lì, proprio dove penso di averli lasciati (con affetto, non pensate questa frase in negativo!).
    Agli amici d'infanzia, quelli che ormai non conosco più e che non conoscono più me.
    Agli amici vecchi, quelli che ogni tanto mi dimentico di avere.
    Agli amici trascurati, con cui mi sento in colpa, ma non so che fare per riparare.
    Agli amici nuovi, che mi sorprendono, riuscendo a descrivermi con una parola.
    Agli amici di scuola, quelli che basta un messaggio e tutto ritorna come allora.
     
    Agli amici che ho lasciato, perché sono sempre nella mia memoria, nonostante tutto.
    Agli amici ritrovati, perché sono una parte importante della mia vita.
     
    Agli amici che verranno, perché saranno il mio futuro.
     
    Agli amici, tutti quanti, anche quelli che non conosco bene, ma con cui mi piace stare (vorrei fare due nomi...ma basta dire che con loro arrivo fino a L'Aquila...); agli amici in generale...perché amico è una bellissima parola...
     
    LunaLunaticaChu
    [Buon Natale!]
     
    December 22

    Per inciso...

    Non odio il Natale, di per sé è una bella festa.
    Odio fare e ricevere i regali...per favore...non fatemi regali, vi scongiuro! Apprezzerò immensamente gli auguri, ma niente regali...davvero!
     
    LunaLunaticaChu
    [aargh!]
    December 10

    Peter Pan nei Giardini di Kensington

    La favola di Peter Pan è sempre stata fra le mie preferite.
    Quand'ero bambina immaginavo che un giorno, né troppo vicino né troppo lontano, anch'io sarei stata condotta sull'Isola Che Non C'è, la mia Isola Che Non C'è. Sarei rimasta sempre bambina ed avrei vissuto mille meravigliose avventure, senza pericoli, senza responsabilità, solo io, i miei amici immaginari e l'avventura.
    Non ricordo quand'è che iniziai a lasciare la finestra aperta. Ogni sera, prima di andare a dormire, controllavo che la serrando non fosse abbassata del tutto (quel che bastava per infilare le mani ed aprirla) e che la finestra fosse aperta. Estate ed inverno, con la luna o con le nuvole cariche di pioggia, la mia finestra rimaneva aperta ed io, ogni notte, mi addormentavo fiduciosa che quella notte qualcuno mi avrebbe fatto visita.
    Ricordo bene, invece, quando chiusi la finestra. Non perché avessi freddo o perché avevo paura di trovare il pavimento allagato; a tredici anni pensai che non sarebbe venuto nessuno a portarmi via. Forse per me non era prevista nessun'Isola Che Non C'è.
    Per un po' dimenticai Peter Pan e mi misi in testa che dovevo crescere.
    Poi, però, arrivò il film con Johnny Deep, "Neverland", che narra la vita di James Barrie nel momento in cui incontra i bambini dei coniugi Llewlyn Davies e nasce l'idea di Peter Pan. Mi venne voglia di leggere la storia, pur pensando cinicamente che forse ero un po' troppo vecchia per l'Isola Che Non C'è.
    Ma il momento decisivo arrivò quest'estate, mentre preparavo un esame di letteratura, incentrato sull'infanzia. Peter Pan non poteva mancare. Poi il caso volle che, mentre girovagavo per la libreria della stazione Termini trovassi "Peter Pan nei giardini di Kensington". Lo comprai felice e lo misi nelle scaffale di casa.
    Perché un 'adulto' (o presunto tale) dovrebbe leggere un libro simile?
    Ogni tanto me lo chiedevo, prendendolo in mano e puntualmente lo rimettevo a posto, come se mi vergognassi dei miei momenti di nostalgia, in cui ricordavo vagamente del periodo in cui tenevo la finestra aperta.
    Ora che l'ho letto, invece, penso di aver fatto bene. Di per sé non è un male ricordare d'esser stati bambini, né è un male pensare che la statua che si trova  nei giardini di Kensington, di notte, prenda vita propria ed inizi a girovagare per il parco sulla sua capra. Io l'ho vista, da bambina, e ricordo di averla ammirata, di averla fissata, di averla studiata.
    Ora vorrei rivederla, solo per capire se quella sensazione magica che provai la prima volta, posso riprovarla ancora.
     
    Vale la pena leggere quel piccolo libro.
    Fa sorridere e un po' fa rimpiangere d'essere cresciti così velocemente, senza aver avuto la possibilità di scoprire le cose strabilianti che sono scritti lì sopra; fa venir voglia di promettere a sé stessi: se mai avrò un bambino, lo porterò ai giardini di Kensington e gli racconterò la favola di Peter Pan proprio lì, dove può vedere e toccare quei luoghi.
    Chissà...magari sarà proprio mio figlio a farmi vedere le fate travestite da fiori...
    September 04

    Vita di coppia in "X"

    Allora...premetto che questa NON è una cosa seria, anzi...è ALTAMENTE distruttiva, quindi a voi la scelta.
    Tutto inizia un giorno in cui, evidentemente, non avevo niente da fare. Stavo vegetando sul letto davanti alle dispense di un esame quando non so perché mi sono ricordata di quella apocalittica opera delle CLAMP chiamata X.
    Tutta felice, mi sono alzata dal letto ed ho ripescato i 18 volumi dalla libreria (nel processo qualcuno dei numeri si è buttato di sotto per la disperazione...). Quindi, sfogliandoli, sono arrivata al fatidico numero 8. Ci sono un sacco di motivi per cui dovreste ricordarvi quel volume: qualcuno muore, qualcosa viene distrutto e ci sono un sacco di lacrime. Uhm...così non è molto d'aiuto... Allora ricominciamo: Kotori muore (evvi...ehm, volevo dire...), Seishiro e Subaru si incontrano...e ok, lo ammetto...questo è il punto che mi preme analizzare XD
    Non fossi mai arrivata a quelle pagine! Voglio dire: il momento è così catartic...così toccante e tutto il resto, ma...ma...c'è quella piccola domandina di Seishiro che chiede a Subaru perché mai non abbia fatto che cercarlo. Mah, sai, non aveva niente di meglio da fare, gli hai solo ucciso la sorella e preso in giro, ma comunque non preoccuparti, non è colpa tua, non è grave, è Subaru che è scemo -___-'''
    E da qui...purtroppo ho partorito quest'idea malsana...
     
    Dopo che qualche palazzo crolla e loro si trovano proprio nel mezzo della distruzione (nonché nel mezzo dell'idillio...), dopo i saluti e qualche smanceria (perché Seishiro è una persona educata...potete trovargli tutti i difetti che volete, ma un saluto non lo nega a nessuno XD), arriviamo finalmente alla fatidica affermazione: (prego seguire il link) http://img98.imageshack.us/my.php?image=vitadicoppia53ip.jpg
     
    Non ho fatto altro che cercarti.
     
    E perchè?
     
    (-_-' te l'ho detto: mah, niente di personale, sai...)
     
    NB: se aprite il link qui sotto non riuscirete più a guardare quella scena con serietà...a voi il rischio XD
     
     
    Non è semplicemente FOLLE? XD
     
    LunaLunaticaChu
    ["Non ho fatto altro che cercarti."
    "E perché?"
    "Beh, sai...se non ricordo male tu hai ucciso mia sorella ed io dovrei essere tanto, tanto arrabbiato, ma, sai...in realtà quella è solo una scusa per venirti dietro...perché io...cioè...capita, no? Voglio dire...posso essere il tuo animaletto? Occupo poco spazio e non sporco... Comunque se sporco pulisco, voglio dire...ma che sto dicendo???"]
    August 12

    Memorie di una Geisha

    Arrivo tardi nel commentare questo film ed in effetti ho ritardato anche a vederlo.
    Mi è piaciuto moltissimo; non solo per la storia in sé, che ha un bel lieto fine, inaspettato (almeno per quanto mi riguarda); non solo per la fotografia e la scenografia, entrambe eccezionali (mi viene in mente l'immagine in cui la protagonista bambina corre lungo quel corridoio di archi arancioni, mentre si reca a pregare al tempio o quando, sempre da bambina, dopo aver rovinato il kimono sale le scale per riportalo alla proprietaria). Mi è piaciuto anche perché mi ha permesso di esplorare un mondo così lontano dal mio, composto però da donne e fatto di quei giochi di gelosie e tradimenti che conosco bene, essendo anch'io donna (...mi suona male dire che a vent'anni sono donna XD io mi sento un'idiota e basta, ma questo a poco a che vedere con il film!).
    E' incredibile vedere quanto una donna può e sa essere crudele, per invidia, per rancore, per gelosia. E' vero, siamo capaci di cose terribili, ma sottili. E, quasi sempre, sono atti che mirano all'umiliazione, alle sensazioni. Quasi mai alla persona fisica.
    Quello che voglio dire è che ho sempre avuto la ferma convinzione che, se a capo del mondo vi fossero state le donne, fin dall'inizio, molto guerre non si sarebbero combattute. Magari è solo una chimera, un pensiero d'orgoglio femminile, ma chi può dirlo? Del resto, le donne non sono mai state al potere. Ed è vero, esistono esempi, nella mitologia greca, di donne capaci di commettere i più efferati crimini (mi riferisco a Medea, ma gli esempi sono moltissimi), ma, guarda caso, dipendono tutte dallo stesso fattore: il tradimento, dell'uomo, ovviamente!
    Non sto facendo un processo contro il genere maschile, sto semplicemente facendo una riflessione 'ad alta voce'. Sia chiaro che gli atti violenti di quelle donne non sono giustificabili e di certo non li giustifico. Ma rimane sempre il pensiero: se il mondo fosse stato governato dalle donne...?
    Sarebbe una what if...? molto interessante, ma troppo complicata da tracciare, sia per la vastità dell'argometo, sia per la molteplicità delle storie da raccontare.
    Questo, comunque, mi fa sempre tornare in mente una pubblicità progresso di qualche anno fa (o forse era un'articolo di un giornale?). Non ricordo, ma mi è rimasto impresso questo:
    Giustizia, singolare femminile.
    Pace, singolare femminile.
    Solidarietà, singolare femminile.
    Vita, singolare femminile.
    Potere, singolare maschile.
     
    E' un caso? Un gioco di parole? Una sottigliezza che non vale la pena analizzare?
    Probabilmente.
    Ma è anche incredibile che anche il nostro vocabolario distingua così nettamente alcuni principi fra i più importanti. Ed è vero che anche morte ed ingiustizia sono sostantivi femminili, ma è come l'ago di una bilancia. Vita/morte, giustizia/ingiustizia.
    Forse mi sono allontanata un po' troppo da quello che era l'inizio del mio discorso. Memorie di una Geisha è un film intenso. Penso che sia utile a farci comprendere che cosa sia realmente una geisha: un'artista, non una cortigiana; un'amante, non una prostituta...anzi...una moglie a metà, come viene detto alla fine del film. E basta osservare l'eleganza ed il rigore di quelle donne per capirlo. Basta vedere gli effetti che "l'invasione" occidentale ha portato per capire quanto quel mondo, il mondo della geisha, sia stato bistrattato e frainteso. Quanto è facile, oggi, per noi dire che non c'è differenza fra una passeggiatrice ed una geisha? Lo dice la stessa protagonista quando si ritrova di nuovo a vestire il suo ruolo, quello per cui è stata educata; è spaesata davanti a quel mondo nuovo, a quella rivoluzione, a quella...globalizzazione. A questo porta, del resto, la globalizzazione: forse il benessere, forse l'uguaglianza fra paesi ricchi e paesi poveri...ma si perdono le tradizioni, si perdono le usanze ed i costumi, si perde la propria identità etnica. Quante volte, messi davanti ad un turista occidentale, non riusciamo a capire da dove viene (almeno fino a quando non parla)? Ci stiamo omologando... all'estero, quando si parla di italiani, non c'è nemmeno più differenza tra regione e regione, tra nord e sud. E questo è da una parte un bene, da una parte un male.
    Ma mi sono di nuovo allontanata troppo dal film. Del resto, però, penso che a questo serva un film: a generare una riflessione su quello che si è visto. Ed è per questo, che è importante che il film abbia una certa qualità e che non sia il film demenziale che esce ogni Natale...Altrimenti diventa puro intrattenimento ed il cinema, gente, non è solo questo...
     
    LunaLunaticaChu
    [Noi siamo geishe perché non avevamo scelta...]

    Iris

    Oggi ci dedichiamo ad una canzone non proprio recente e che, circa tre anni fa (così tanto?) mi faceva pensare ad un, secondo me, magnifico personaggio di Angel Sanctuary. La canzone è "Iris" dei Goo Goo Dolls e se non sbaglio è anche parte della colonna sono di "City of Angels" o una cosa del genere, dove ci sono Nicholas Cage e Meg Ryan. Il personaggio invece è Kato...che ci posso fare? Mi piacciono quelli con una personalità che, normalmente, odierei profondamente.
    Qui c'è il testo, ma vorrei analizzarlo frase per frase (naturalmente prendendo solo quelle che fanno comodo a me...ahahaha!)...
     
    And I'd give up forever to touch you
    'Cause I know that you feel me somehow
     
    Ovviamente, se è un personaggio che piace a me non può far altro che morire. Non che succede a tutti i personaggi che mi piacciono, ma con lui è successo. Questa parte iniziale non mi fa pensare a qualcosa in particolare di lui, più che altro mi fa pensare alla "visione" che ha un attimo prima di morire. Non ho mai capito bene il rapporto che esiste fra lui e Kira...ma mi piace vederlo molto ambiguamente XD
     
    You're the closest to heaven that I'll ever be
    And I don't want to go home right now.
     
    Ecco, a questo punto la parola heaven ci rimanda al punto in cui lui muore (per la centoundicesima volta XD mahahah! Poverino...). Davanti la porta del Paradiso, permettendo a quell'idiota di Setsuna di andare avanti. In effetti, la prima frase la riferisco proprio all'idiota...
     
    When everything feels like the movies
    Yeah you bleed just to know you're alive
     
    Sottolineato ed in corsivo, perché questo pezzo mi fa pensare ad una scena precisa del manga. In non mi ricordo quale volume, Kato si inferisce delle ferite sul corpo (masochista XD) perché il dolore lo aiuta a mantenere il suo aspetto, lo aiuta a ricordare il suo aspetto. Penso che quel pezzo sia perfettamente collegabile a quella scena, che mi è rimasta tanto impressa, forse proprio grazie a questa stessa canzone.
     
    Ora veniamo al ritornello:
     
    And I don't want the world to see me
    'Cause I don't think they'd understand
    When everything's made to be broken
    I just want you to know who I am
     
    Questo non c'entra quasi niente con il personaggio in sé...però a me ha sempre fatto pensare ad una ff (mai scritta XD) in cui Kato, in quale modo, tornava in vita, con un altro aspetto, ma nonostante questo l'idiota (non so per quale intercessione divina XD) lo riconosceva...Eh, sarebbe venuta fuori una bella fic, peccato aver lasciato perdere...
     
    E' tu-tu-tu-tuuutto, gente!
     
    LunaLunaticaChu
    [Kato ç_ç]
     
    August 11

    Signor Peter "Tentenna" Pettigrew...?

    Ok, cambiamo fandom, ma rimaniamo in Italia...anzi, torniamo in Sicilia, con Carmen Consoli e la sua nuova canzone "Signor Tentenna".
    Questa canzone mi fa pensare ad un personaggio parecchio odiato di "Harry Potter". Mi pare che come descrizione, più o meno, siamo lì...no?
     
    Carissimo signor Tentenna
    non è facile assumersi il rischio di una scelta
    e servirsi addirittura di parole proprie,
    mimetizzarsi e vivere di luce riflessa
    in fondo ad acque torbide
    tra miseri inganni e menzogne,
    complessi di inferiorità,
    ingombranti manie di grandezza.

    Signor Tentenna non è motivo di vergogna
    il non saper centrare alcun bersaglio,
    l'aver mancato l'ennesimo colpo irrimediabilmente.

    [...]
     
    E' ormai consuetudine, Signor Tentenna,
    perdersi d'animo, non essere all'altezza
    delle proprie ambizioni
    e sgomitare per distinguersi dal branco.
    L'ignoranza è un non trascurabile complesso,
    una voragine, la si può occultare nel silenzio
    scansando il pericolo di un mite confronto diretto.

    Signor Tentenna non è motivo di vergogna
    il non poter vantare alcun talento.
     
    LunaLunaticaChu
    [Un po' fa pena questo Signor Tentenna...]
    August 10

    A chi ci fa pensare...?

    Ok, abbiamo parlato di Sieshiro tramite "Fiori d'arancio" di Carmen Consoli... Siccome questo gioco mi è piaciuto tanto, vediamo a chi ci fa pensare quest'altra canzone. "Sally" cantata da Fiorella Mannoia...
     
    ... cammina per strada senza nemmeno guardare per terra
    [...]
    ... ha patito troppo,
    ... ha già visto che cosa ti può crollare addosso!
    ... è già stat(o) punito(o)
    Per ogni sua distrazione o debolezza
    Per ogni singola carezza
    [...]
    ... cammina per la strada senza pensare a niente,
    Ormai guarda la gente con aria indifferente
    Sono lontani quei momenti,
    Quando uno sguardo provocava turbamenti
    Quando la vita era più facile.
    [...]
    ... cammina per la strada legger(o)
    Ormai è sera.
    Si accendono le luci dei lampioni,
    Tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
    Ed un pensiero (gli) passa per la testa
    Forse la vita non è stata tutta persa
    Forse qualcosa si è salvato
    Forse non è stato tutto sbagliato...
     
    ...io penso a Subaru quando la sento XD cambiando tutti i femminili con i maschili e magari evitando di pensare a lui come "Sally"...XD
     
    LunaLunaticaChu
    [Eh, ascoltare le canzoni...cosa può produrre!]
     
    August 02

    Nei miei ricordi...

    Durante le mie vacanze in Sardegna, quest'anno, io ed i miei genitori siamo andati a fare visita ad un'amica. Una persona che mia madre aveva conosciuto a ventitre anni, mentre era a Roma a studiare. Abbiamo approfittato di questa visita per andare anche a trovare un altro amico.
    Aspettavo quel momento, perché mi commuove sempre.
     
    Quando siamo arrivati al cimitero, si erano formate delle enormi e scurissime nuvole nel cielo. Minacciavano pioggia e, nella calura del pomeriggio inoltrato, sembravano un miraggio, una sicura promessa di fresco.
    Ma lì per lì non ci ho pensato. Seguivo i miei, lungo i corridoi marmorei di quel posto, che, se solitamente dovrebbe incutere timore o un certo senso di inquietudine, in me, in quel momento, risvegliava solo un grosso senso di nostalgia. Siamo arrivati davanti la tomba dell'amico di mia madre e mio padre. Era bella, quella foto: mia madre disse, guardandola, che sembrava un attore. Ho annuito e l'ho guardato.
    Poi mia madre, parlando con quell'amica che eravamo andati a trovare, disse: "Sara ricorda sempre di quando venne a casa nostra e, con la vestaglia, un capellino da notte ed una candela in mano, andava in giro per la casa dicendo Buonanotte, buonanotte."
    Stavo per mettermi a piangere, ma come mi sarei giustificata?
    Perché è vero: quello è l'unico ricordo che ho di lui. Ma ogni volta che ci penso, mi viene da piangere e penso a cosa sarebbe stato bello, poterlo conoscere davvero.
    Avevo solo sei anni quando se ne andò. Non ricordo nemmeno se mi dissero che era morto, ma anche se l'avessero fatto, non diedi peso al fatto; grazie all'innocente egoismo che contraddistingue i bambini. Eppure, ogni volta che ci penso, ho questa strana reazione. Forse perché sento l'affetto che mia madre aveva nei suoi confronti; forse perché è comunque legato alla mia infanzia. In realtà non lo so perché in me nascono tutti questi sentimenti, che, probabilmente, sono dovuti ad una...idealizzazione, ad un'esasperazione dei miei stessi ricordi, misti a quelli di mia madre. Eppure, sono sinceri.
     
    Quando penso alla mia vita ideale, penso a tutte le cose belle che mia madre mi racconta di aver vissuto all'università; penso alle persone meravigliose che ha conosciuto e che anch'io ho avuto la fortuna di incontrare; penso al periodo, a quegli anni '70 che posso ammirare solo attraverso le fotografie ed attraverso i racconti di mia madre e mio padre; penso che vorrei conoscere persone come lui, allegre, a cui piace cucinare. In effetti, lo ricordo vagamente anche nella piccola cucina dell'appartamento di Roma, che divideva con il suo compagno.
    Ricordo anche che, quando io e mia madre andavamo a trovarli, dormivamo su un soppalco ed il soffitto era dipinto d'azzurro, con le nuvole bianche e c'era un gabbiano di legno, che, quando tiravi una cordicella, muoveva le ali e sembrava davvero che volasse.
     
    Forse mi commuove, proprio perché mi ricorda un mondo ormai lontano, quello della mia infanzia, dove tutto era ovattato, dove sognavo posti lontani e avevo mille amici immaginari. Dove non pensavo alle cose materiali, né al significato della morte. Dove tutto mi sembrava naturale, anche quello che non capivo.
    Dove, quando vennero a trovarci in quell'estate, io li aspettavo girando per casa e ricordo di aver guardato nella mia camera e di aver visto i due letti singoli uniti, a formarne uno matrimoniale. Ed io pensavo che fosse comodo avere un letto così grande, anche se non capivo cosa significasse.
    Ora lo so e so molte altre cose di quell'uomo che, nei miei ricordi, ha sempre la vestaglia rossa, il cappellino da notte in testa e la candela in mano.
     
    LunaLunaticaChu
    [Per non dimenticare l'infanzia, i bei momenti e le persone che non ho mai conosciuto...]
    July 31

    UARGH!

    Ok, due post in una giornata sono tanti...ma oggi è una giornata speciale XD
    E comunque non posso resistere!
    Probabilmente sono pazza, perché sto zompettando per tutta la casa, ho un sorriso ebete che mi occupa metà della faccia e...oddio, sto diventando incoerente! Danger, danger Remus Robinson XD
    Esattamente!
    Oggi, quelle grandi donne che sono le Dee Creatrici di quel Meraviglioso Capolavoro che è lo Shoebox hanno aggiornato dopo qualcosa come sei mesi... E' uscito il venticinquestimo capitolo! YUHAHUUUUUUUUUU!!!
    Sono felice, sono così felice che potrei mettermi a cantare...ehrm...già fatto!
    Che potrei mettermi a saltare...uhm...già fatto!
    Potrei ballare?...fatto...
    Potrei...UARGH!! Macchissene!
    Posso mettermi a contemplare l'ultima immagine della parte B?? Posso? Posso?
    XD troppo tardi, lo sto già facendo!
     
    LunaLunaticaChu
    [grumble rumble...arghle!XD]