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August 01 Due canzoniCome al solito ogni tanto mi ricordo di questo posticino e sento il bisogno di riempirlo con qualcosa. Oggi sono due canzoni, che da un po' di tempo mi ossessionano. Due personaggi totalmente diversi, due persone che non potrebbero essere più distanti fra loro, fare canzoni così differente, eppure...
Sono quel genere di persona a cui piace tutto, a cui possono piacere artisti estramamente eterogenei e magari, degli stessi, appena una canzone. Non ho un cantante preferito (o forse sì...), proprio perché non è detto che della discografia di un artista mi piacciano tutte le canzoni, o la maggior parte di esse. Ma comunque, venendo al punto, queste due canzoni sono Underneath di Alanis Morissette e Odysseus di Francesco Guccini.
Underneath
Look at us in this kitchen
Look at us rallying all our defenses Look at us waging war in our bedroom Look at us jumping ship in our dialogues There is no difference In what we're doing in here That doesn't show up as big as it does out there So why spend all our time undressing our bandages When we've the ultimate key to the cause right here all underneath. Look at us form our cliques in our sandbox Look at us being cruel kids with both our hearts blocked Look at us turn away from all the rough spots Look at dictatorship on my own block There is no difference In what we're doing in here That doesn't show up as big as it does out there So why spend all our time undressing our bandages When we've the ultimate key to the cause right here all underneath. How I've spun my wheels With carts before my horse And shine on the outside springs from gloom Spotlight on these seeds of simpler reasons And score bourne into corn, stretching my limit There is no difference In what we're doing in here That doesn't show up as big as it does out there So why spend all our time undressing our bandages When we've the ultimate key to the cause right here all underneath. L'importanza che questa donna ha per me non si può spiegare facilmente, senza parlare dei miei "anni bui". Sintetizzando: ho avuto anch'io la mi crisi d'adolescente e a quindici anni lei mi è sembrata l'unica che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia frustrazione e la mia sensibilità. "Supposed former infatuation junkie" è stato l'album che ho ascoltato di più in assoluto in quel periodo; cupo, dalle melodie non sempre semplici da apprezzare, esprimeva con parole che forse nemmeno capivo appieno allora. Ma allora diceva che mi aveva salvata, grazie a canzoni come That I would be good, UR, One e Can't not. Non sono esattamente canzoni allegre e non vi consiglio di ascoltarle, perché... Beh, non sono 'orecchiabili' e poi, in fondo, le considero un po' mie, quindi ne sono un po' gelosa. Ultimamente è uscito il nuovo album di Alanis, che non comprerò, perché dopo "Under rug swept" mi ha abbastanza delusa. Però ci sono canzoni che mi piacciono comunque... E questa è una di quelle.
Odysseus
Bisogni che lo affermi fortemente
che, certo, non appartenevo al mare anche se Dei d’Olimpo e umana gente mi sospinsero un giorno a navigare, e se guardavo l'isola petrosa, sopra ogni collina c'erano lì idealmente il mio cuore al sommo d'ogni cosa, c'era l'anima mia che è contadina un'isola d'aratro e di frumento senza le vele senza pescatori il sudore e la terra erano argento il vino e l'olio erano i miei ori Ma se tu guardi un monte che è di faccia, senti che ti sospinge un altro monte un'isola col mare che l'abbraccia ti chiama un'altra isola di fronte e diedi un volto a quelle mie chimere le navi costruii di forma ardita, concavi navi dalle vele nere e nel mare cambiò quella mia vita e il mare trascurato mi travolse: seppi che il mio futuro era sul mare con un dubbio però che non si sciolse senza futuro era il mio navigare Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente, ti esalta l’acqua e al gusto del salato brucia la mente e ad ogni viaggio reinventarsi un mito a ogni incontro ridisegnare il mondo e perdersi nel gusto del proibito sempre più in fondo E andare in giorni bianchi come arsura, soffio di vento e forza delle braccia, mano al timone e sguardo nella pura schiuma che lascia effimera una traccia; andare nella notte che ti avvolge scrutando delle stelle il tremolare in alto l’Orsa e un segno che ti volge diritta verso il nord della Polare. E andare come spinto dal destino verso una guerra, verso l’avventura e tornare contro ogni vaticino contro gli Dei e contro la paura. E andare verso isole incantate, verso altri amori, verso forze arcane, compagni persi e navi naufragate; per mesi, anni, o soltanto settimane La memoria confonde e dà l’oblio, chi era Nausicaa, e dove le sirene Circe e Calypso perse nel brusio di voci che non so legare assieme. Mi sfuggono il timone, velam remo, la frattura fra inizio ed il finire, l’urlo dell’accecato Polifemo ed il mio navigare per fuggire. E fuggendo si muore e la mia morte sento vicina quando tutto tace sul mare, e maledico la mia sorte non trovo pace forse perché sono rimasto solo ma allora non tremava la mia mano e i remi mutai in ali al folle volo oltre l’umano. La vita del mare segna false rotte, ingannevole in mare ogni tracciato, solo leggende perse nella notte perenne di chi un giorno mi ha cantato donandomi però un’eterna vita racchiusa in versi, in ritmi, in una rima, dandomi ancora la gioia infinita di entrare in porti sconosciuti prima. Recente scoperta (perché non si smette mai d'imparare), dischi di Guccini in casa mia non ne mancano, dato che a mio padre piace, ma io non l'ho mai ascoltato. Ma è bastato il titolo di questa canzone per farmi apprezzare quest'artista. Chi è Odisseo per me, le persone che mi conoscono lo sanno bene: il primo amore (forse condizionata dalla bellezza di quel fantastico sceneggiato in tre puntate, andato in onda anni or sono sulla Rai, con Bekim Femiu nel ruolo di Odisseo... E che uomo, ragazze!), quello che ha fatto scattare la scintilla della passione per la mitologia greca. Amo il personaggio, umano in ogni sfumatura, eppure eroe; amo l'uomo, la sua sete di conoscenza, la sua arditezza, tutto di lui. In quanto donna, se trovassi un uomo simile al giorno d'oggi penso che farei qualsiasi cosa per lui (e sì che lui non è proprio il tipo fedele, ma guardato dall'ottica della mentalità classica Penelope non aveva proprio nulla di cui lamentarsi: il marito le è tornato a casa); in quanto essere umano, vorrei essere come lui: sempre curioso, sempre determinato, vincente, anche dopo esser finito nell'Inferno di Dante (e qui tutti capiscono la mia antipatia nei confronti di questo poeta...). Penso che in ognuno di noi, c'è un po' di lui... E vorrei che in me ce ne fosse un po' di più, perché, sapete, anche lui lo considero un po' mio, e quindi, come prima, sono un po' gelosa...
LunaLunaticaChu
[La quindicenne, novella Nausicaa.] TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://lunalunaticachu.spaces.live.com/blog/cns!BF8194C861C6F3D0!370.trak Weblogs that reference this entry
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