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I solemnly swear that I am up to no good

My intentions are good...my actions a bit less...
January 20

E inizia una nuova era (?)

Oggi non si sente parlare d'altro che di Obama. Il che mi fa molto piacere, ma spero che la gente non sia troppo attenta al vestito che indosserà Michelle alla cerimonia ufficiale d'insediamento.
Leggevo stamattina su un giornale che gli occhi di tutto il mondo, le speranze di tutti i paesi sono rivolte verso quest'uomo, ed è vero; ma Barak Obama è solo uno e le responsabilità di un intero pianeta sicuramente non possono, non devono e non ricadranno sulle spalle di un solo uomo. E' per questo che il presidente ha parlato di condivisione delle responsabilità e dei doveri. Lui da solo può fare molto poco, ma se già solo gli americani che l'hanno votato faranno qualcosa con lui, allora qualcosa cambierà.
Negli Stati Uniti.
Perché negli USA c'è speranza; Obama l'ha dimostrato il 4 novembre, gli americani l'hanno dimostrato. Ma queste sono cose già scritte, lette e dette da persone più intelligenti, più illustri di me.
Io posso solo dire che mai come oggi vorrei essere americana; mai, in tutti i miei 22 anni di vita, ho voluto essere americana. Dipende forse dall'educazione che mi hanno impartito i miei, dal fatto che, da quando sono nata, i presidenti americani hanno sempre fatto qualcosa di sbagliato o di orribile. Men che meno ho voluto essere americana negli anni scorsi, quando gli USA hanno avuto la genialata di rieleggere Bush; mi sono sentita (io, come se la cosa mi riguardasse in prima persona... Ma che dico? In fondo gli USA non sono, in un certo senso, i padroni del mondo? Non è forse per questo che tutti guardano con speranza ad Obama?) presa in giro, delusissima, perché non credevo possibile che la gente fosse capace di commettere gli stessi errori.
Oh, ma come sono stata ingenua. Anche qui, in questo bel paese italiano, abbiamo... No, permettetemi di dire avete commesso gli stessi errori. Beh, in effetti non so quanti dei miei amici qui abbiamo fatto l'errore, ma io non sono stata, ok?
Comunque sia... Se vedo speranza per gli USA, che davo per spacciati e corrotti fino a qualche mese fa, ora non ne vedo per l'Italia.
Io lo ammetto: non sono una persona politicamente attiva e forse di politica ne capisco meno di quel che credo. Vorrei essere più attiva, ma vorrei essere anche tante altre cose. E in fondo mi piace stare sulla mia poltrona a sparare sentenze, come se fossi un giudice; e mi rendo conto che c'è troppa gente che fa come me, invece d'essere attiva, di fare qualcosa di concreto. Ma io penso che se non si ha speranza, c'è poco da fare. Resta solo un'unica opzione, quella che molti giovani attuano senza pensarci troppo: fuggire all'estero, dove i giovani vengono valorizzati, non sacrificati; dove trovare il lavoro non richiedere un miracolo, né una raccomandazione; dove la vita sembra più facile, forse perché non si conoscono i difetti di quella politica, di quel paese.
Del resto, qui in Italia, che possibilità si hanno? Poche, o nessuna. In fondo siamo il paese della pizza e del mandolino; nessuno ci prende seriamente, perché con un 'presidente' del genere cosa volete che pensino gli altri Paesi? Del resto anch'io pensavo che gli americani fossero tutti come Bush, un branco di idioti guerrafondai e interessati unicamente al denaro e al potere. Sono felice d'essere stata smentita dagli USA; ma non sono sicura che avrò mai una smentita dall'Italia; le persone intelligenti e attive ormai sono mosche bianche.
Vorrei che l'esempio degli Stati Uniti servisse anche all'Italia; vorrei essere americana, oggi, per poter essere fiera del mio paese, per una volta; essere fiera del mio paese adesso, non guardando al passato, ricordando alle belle parole di Benigni, che in Italia è nata prima la cultura e poi la nazione; vorrei poter guardare all'Italia odierna con la stessa ammirazione con cui guardo alla Firenze dei Medici, che pure aveva i suoi difetti, ma parliamo del Rinascimento e molto cose che ora ci sembrano sbagliate, allora erano tutt'altro.
 
Perchè io, che ho 22 anni, devo guardare al passato e non al futuro?
 
[LunaLunaticaChu]
[A volte penso che ci vorrebbe un bel meteorite... BOOM... Tabula rasa, ricominciamo da capo.]
October 23

Rettifica

Ok, ok... Stamattina ho un tantinello esagerato.
Infatti vorrei fare le mie più sentite scuse a Santo Silvio dalla Cina: lui non ha mai detto che avrebbe chiamato il Ministro dell'Interno per dargli istruzioni specifiche su come intervenire con le forze dell'ordine davanti alle manifestazioni studentesche.
 
Cioè: oggi pomeriggio su Radio2, a Caterpillar (mi pare), una ragazza ha detto qualcosa riguardo quell'affermazione e i conduttori della trasmissione, scherzando, le hanno risposto: "Ma no, guarda che hanno sentito male i giornalisti, lui non ha mai detto una cosa simile, alla conferenza di ieri!"
E la ragazza: "Ma io c'era alla conferenza."
"Allora si sono sbagliate le tue orecchie."
 
Ebbene sì, siamo noi che abbiamo capito male ed abbiamo frainteso le intenzioni di questa riforma. Facciamoci un esame di coscienza, va, perché siamo noi i maliziosi che pensano che la riforma di scuola e università metterà in mezzo alla strada tutti gli insegnanti precari e tutti i ricercatori.
Eh, sì, abbiamo proprio capito male male male...
 
LunaLunaticaChu
[Seriamente pensano che gli italiani siano tutte delle pecore? Io non faccio 'bee'.]

E sì, poveri voi, parlo *ancora* di politica...

Dire che sono sempre più sconvolta, amareggiata, spaventata è dire poco.
La risposta di Silvio alle manifestazioni di studenti e ricercatori universitari è stata: "E noi gli mandiamo la polizia."
Gli studenti dell'UDU hanno risposto: "E ora picchiateci tutti." Ed io dico: sì, venitemi pure in casa, a picchiarmi, perché oltre che studentessa che appoggia pienamente le manifestazioni attuali, sono pure comunista, quindi sono il Male incarnato.
Non solo, grazie alla fantastica riforma della Moratti, quella del 3+2; 1+1+1+2; 10:2, ecc. ecc, si è creata una generazione di 'ignoranti' (me compresa), ma adesso picchiamoli pure, questi tipi che pretendono di studiare, di farsi una conoscenza, di pensare. Perché il problem è tutto lì (oltre che nel tentativo costante di privatizzare tutto, anche l'aria che respiriamo): in una dittatura (e sì, non mi viene in mente altro che questo) non ci si può permettere di avere in giro gente che pensa; in una dittatura di possono avere solo pecore che belano e che seguono il pastore (toh, senza volerlo ho appena fatto una metafora religiosa... Sia lode a Santo Silvio da Mediaset).
Perché, parliamone, il pensiero è la prima forma di libertà che gli esseri umani hanno; ma se stiamo parlando di dittatura, non ci possono essere libertà. Di nessun tipo.
Le mie sono parole, solo parole; parlo di dittatura forse con troppa leggerezza, perché, magari, in verità, stiamo solo diventando più simil-americani, che simil-ventennio. Ma solo io penso sia preoccupante che nessuno mi rappresenti in Parlamento? Solo io trovo preoccupante i provvedimenti contro Rom e immigrati (e pure Famiglia Cristiana, quanto di più lontano da me, vede le classi 'ponte' per i figli di immigrati come una cosa negativa)? Solo io penso che i tagli ai giornali di 'contro-informazione' siano un passo in più verso il divieto di manifestare il proprio pensiero?
Quello che sta succedendo su e giù per l'Italia mi fa pensare di no. Ma tanto a quelli lassù che importa?
"Dategli qualche manganellata, che poi vedete come stanno zitti."
A quando le purghe?
 
LunaLunaticaChu
[L'Italia era un bel posto e lo è ancora; il problema sono gli italiani.]
 
 
October 11

Il primo passo verso la dittatura?

 
E questa è solo una parte dello schifo che questo 'governo' sta facendo. Ma, scusate, la legge è uguale per tutti o è solo per fare contento il popolino che si dice così?
August 01

Due canzoni

Come al solito ogni tanto mi ricordo di questo posticino e sento il bisogno di riempirlo con qualcosa. Oggi sono due canzoni, che da un po' di tempo mi ossessionano. Due personaggi totalmente diversi, due persone che non potrebbero essere più distanti fra loro, fare canzoni così differente, eppure...
Sono quel genere di persona a cui piace tutto, a cui possono piacere artisti estramamente eterogenei e magari, degli stessi, appena una canzone. Non ho un cantante preferito (o forse sì...), proprio perché non è detto che della discografia di un artista mi piacciano tutte le canzoni, o la maggior parte di esse. Ma comunque, venendo al punto, queste due canzoni sono Underneath di Alanis Morissette e Odysseus di Francesco Guccini.
 
Underneath
Look at us in this kitchen
Look at us rallying all our defenses
Look at us waging war in our bedroom
Look at us jumping ship in our dialogues

There is no difference
In what we're doing in here
That doesn't show up as big as it does out there
So why spend all our time undressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause
right here all underneath.

Look at us form our cliques in our sandbox
Look at us being cruel kids with both our hearts blocked
Look at us turn away from all the rough spots
Look at dictatorship on my own block

There is no difference
In what we're doing in here
That doesn't show up as big as it does out there
So why spend all our time undressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause
right here all underneath.

How I've spun my wheels
With carts before my horse
And shine on the outside springs from gloom
Spotlight on these seeds of simpler reasons
And score bourne into corn, stretching my limit

There is no difference
In what we're doing in here
That doesn't show up as big as it does out there
So why spend all our time undressing our bandages
When we've the ultimate key to the cause
right here all underneath.
 
L'importanza che questa donna ha per me non si può spiegare facilmente, senza parlare dei miei "anni bui". Sintetizzando: ho avuto anch'io la mi crisi d'adolescente e a quindici anni lei mi è sembrata l'unica che riuscisse ad esprimere la mia rabbia, la mia frustrazione e la mia sensibilità. "Supposed former infatuation junkie" è stato l'album che ho ascoltato di più in assoluto in quel periodo; cupo, dalle melodie non sempre semplici da apprezzare, esprimeva con parole che forse nemmeno capivo appieno allora. Ma allora diceva che mi aveva salvata, grazie a canzoni come That I would be good, UR, One e Can't not. Non sono esattamente canzoni allegre e non vi consiglio di ascoltarle, perché... Beh, non sono 'orecchiabili' e poi, in fondo, le considero un po' mie, quindi ne sono un po' gelosa. Ultimamente è uscito il nuovo album di Alanis, che non comprerò, perché dopo "Under rug swept" mi ha abbastanza delusa. Però ci sono canzoni che mi piacciono comunque... E questa è una di quelle.
 
Odysseus
Bisogni che lo affermi fortemente
che, certo, non appartenevo al mare
anche se Dei d’Olimpo e umana gente
mi sospinsero un giorno a navigare,
e se guardavo l'isola petrosa,
sopra ogni collina c'erano lì idealmente
il mio cuore al sommo d'ogni cosa,
c'era l'anima mia che è contadina
un'isola d'aratro e di frumento
senza le vele senza pescatori
il sudore e la terra erano argento
il vino e l'olio erano i miei ori

Ma se tu guardi un monte che è di faccia,
senti che ti sospinge un altro monte
un'isola col mare che l'abbraccia
ti chiama un'altra isola di fronte
e diedi un volto a quelle mie chimere
le navi costruii di forma ardita,
concavi navi dalle vele nere
e nel mare cambiò quella mia vita
e il mare trascurato mi travolse:
seppi che il mio futuro era sul mare
con un dubbio però che non si sciolse
senza futuro era il mio navigare

Ma nel futuro trame di passato
si uniscono a brandelli di presente,
ti esalta l’acqua e al gusto del salato
brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
a ogni incontro ridisegnare il mondo
e perdersi nel gusto del proibito
sempre più in fondo

E andare in giorni bianchi come arsura,
soffio di vento e forza delle braccia,
mano al timone e sguardo nella pura
schiuma che lascia effimera una traccia;
andare nella notte che ti avvolge
scrutando delle stelle il tremolare
in alto l’Orsa e un segno che ti volge
diritta verso il nord della Polare.
E andare come spinto dal destino
verso una guerra, verso l’avventura
e tornare contro ogni vaticino
contro gli Dei e contro la paura.

E andare verso isole incantate,
verso altri amori, verso forze arcane,
compagni persi e navi naufragate;
per mesi, anni, o soltanto settimane
La memoria confonde e dà l’oblio,
chi era Nausicaa, e dove le sirene
Circe e Calypso perse nel brusio
di voci che non so legare assieme.
Mi sfuggono il timone, velam remo,
la frattura fra inizio ed il finire,
l’urlo dell’accecato Polifemo
ed il mio navigare per fuggire.

E fuggendo si muore e la mia morte
sento vicina quando tutto tace
sul mare, e maledico la mia sorte
non trovo pace
forse perché sono rimasto solo
ma allora non tremava la mia mano
e i remi mutai in ali al folle volo
oltre l’umano.

La vita del mare segna false rotte,
ingannevole in mare ogni tracciato,
solo leggende perse nella notte
perenne di chi un giorno mi ha cantato
donandomi però un’eterna vita
racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
dandomi ancora la gioia infinita
di entrare in porti sconosciuti prima.
 
Recente scoperta (perché non si smette mai d'imparare), dischi di Guccini in casa mia non ne mancano, dato che a mio padre piace, ma io non l'ho mai ascoltato. Ma è bastato il titolo di questa canzone per farmi apprezzare quest'artista. Chi è Odisseo per me, le persone che mi conoscono lo sanno bene: il primo amore (forse condizionata dalla bellezza di quel fantastico sceneggiato in tre puntate, andato in onda anni or sono sulla Rai, con Bekim Femiu nel ruolo di Odisseo... E che uomo, ragazze!), quello che ha fatto scattare la scintilla della passione per la mitologia greca. Amo il personaggio, umano in ogni sfumatura, eppure eroe; amo l'uomo, la sua sete di conoscenza, la sua arditezza, tutto di lui. In quanto donna, se trovassi un uomo simile al giorno d'oggi penso che farei qualsiasi cosa per lui (e sì che lui non è proprio il tipo fedele, ma guardato dall'ottica della mentalità classica Penelope non aveva proprio nulla di cui lamentarsi: il marito le è tornato a casa); in quanto essere umano, vorrei essere come lui: sempre curioso, sempre determinato, vincente, anche dopo esser finito nell'Inferno di Dante (e qui tutti capiscono la mia antipatia nei confronti di questo poeta...). Penso che in ognuno di noi, c'è un po' di lui... E vorrei che in me ce ne fosse un po' di più, perché, sapete, anche lui lo considero un po' mio, e quindi, come prima, sono un po' gelosa...
 
LunaLunaticaChu
[La quindicenne, novella Nausicaa.]
May 24

Una poesia...

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
E fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
E stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
E fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
Ed io non dissi nulla perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
E non c'era rimasto nessuno a protestare."
(Bertolt Brecht)
 
[Il testo è stato pubblicato nel giornale "Liberazione" di venerdì 23 Maggio e ci ricorda della legge speciale varata ultimamente, quella contro gli immigrati, quella che ha messo in allarme tutta l'Europa. E noi, gli esclusi.]
 
LunaLunaticaChu
[... quando verranno a prendere me?]
March 21

Riflessioni sparse (!)

Ecco, ogni tanto mi ricordo di questo affare e lo rendo utile a qualcosa.
L'altra sera mi è capitato di parlare con una delle mie coinquiline del fatto che ha litigato con la sua migliore amica. La persona in questione l'ha insultata piuttosto pesantemente, a quanto pare solo perché geloso delle sue amicizie, del fatto che la mia coinquilina possa uscire anche senza di lei e (peggio ancora) che le persone che frequenta le fanno schifo. Lungi da me, in questa sede, esprimere giudizi su questa persona, perché non la conosco abbastanza e, sinceramente, nemmeno ci tengo a conoscerla meglio.
Però, nonostante penso di non essere mai arrivata agli insulti, in un certo senso credo di capire questa gelosia. Penso che sia una cosa comune a tutte le persone, forse perché la maggior parte di noi si affanna a cercare una persona, almeno una, che possa essere una presenza costante nella nostra vita ed ogni volta che quella persona è lontana o con altre persone abbiamo paura di perderla. Non parlo di amore, ma proprio di amicizia. O forse è più giusto dire che parlo d'affetto e di quella sorta di egoismo che ci spinge a cercare persone nuove. E' difficile da spiegare, perchè è per lo più una sensazione, quella che provo a riguardo; ma penso che gli esseri umani non sono fatti per la solitudine e che tutti abbiano paura di restare soli; per questo spesso assumiamo dei comportamenti che non sono proprio corretti nei confronti degli altri e che, talvolta, feriscono prima noi, poi gli altri. La possessività è uno di questi atteggiamenti che ci danneggiano. Lo so per esperienza diretta, perché fondamentalmente sono un tipo estremamente possessivo, che facilmente s'ingelosisce e che, altrettanto facilmente, si scoraggia nel vedere le persone a cui vuole bene interagire con altre. Sono perfettamente cosciente dal fatto che questo sia sbagliato, anzi, che sia egoista: non posso vincolare quella persona a me e me sola. Come io ho più amici, anche i miei amici devono avere altri amici. E' elementare, ma non spesso chiaro; perché non puoi evitare al cuore di stringersi quando le persone a cui vuoi bene dicono: "Ho passato una bellissima giornata con questo mio amico." Sai che è giusto e sai anche mostrare interesse e partecipazione per quello che l'amica ti dice, però, sotto sotto, c'è quell'amarezza che ti avvelena, quel pensiero infantile che ti fa pensare: "Ed io cosa sono per te? Non mi vuoi più bene?"
E' sorprendente come gli affetti possano farti rincitrullire del tutto o parzialmente. Ed è sciocco pensare una cosa del genere: anche se frequento più persone, questo non vuol dire che nel momento in cui frequento A non voglio più bene a B. A e B sono importanti per me e sono consapevole d'essere importante anch'io per loro. Però quando A frequenta C, mi viene da mettere in dubbio tutto. Ed è sciocco, perché, se è vero quello che ho detto prima, non ho niente di cui preoccuparmi: il discorso "voglio bene sia ad A che a B" vale anche per A e B.
Contorto.
Proprio sciocco ed infantile.
Ma terribilmente vero.
 
[LunaticaChu]
[Possessiva.]
 
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Sara Spaziani

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Da "Harry Potter and the Order of the Phoenix":
'Give five signs that identify the werewolf. Excellent quesion(...)One: he's sitting on my chair. Two: he's wearing my clothes. Three: his name's Remus Lupin.'